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Multe per il corteo del 25 aprile a Vanchiglia: scoppia la polemica

A denunciarlo le sanzioni è il comitato Vanchiglia Insieme, che ha espresso forte contrarietà rispetto ai provvedimenti ricevuti

Chiara Scerba

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TORINO – A distanza di quasi due mesi dalle celebrazioni per la Festa della Liberazione, si accende lo scontro politico e sociale nel quartiere Vanchiglia a Torino. Cinque verbali contenenti sanzioni amministrative sono stati notificati in questi giorni ad altrettanti organizzatori della tradizionale e pacifica passeggiata di quartiere dello scorso 25 aprile 2026.

A denunciarlo pubblicamente è il comitato Vanchiglia Insieme, che ha espresso forte contrarietà rispetto ai provvedimenti ricevuti.

La contestazione mossa dalle autorità riguarda il mancato rispetto delle prescrizioni sul percorso stabilite in precedenza dalla Questura di Torino. Secondo i verbali, il corteo non avrebbe dovuto muoversi dall’area pedonale di via Balbo né seguire il classico itinerario che ogni anno tocca le diverse lapidi partigiane collocate tra le vie del borgo. Gli organizzatori, tuttavia, hanno scelto di mantenere il tragitto storico, dando il via al provvedimento sanzionatorio notificato a ridosso dell’estate.

La dura reazione del comitato: “Colpito un momento di comunità”

La notifica delle sanzioni ha sollevato un’immediata ondata di polemiche all’interno del quartiere, storicamente legato ai valori della Resistenza. Attraverso una nota ufficiale, il Comitato Vanchiglia Insieme ha risposto duramente ai provvedimenti, inserendo la vicenda all’interno dell’attuale contesto normativo nazionale.

“Anche un corteo per omaggiare la Resistenza, ai tempi del Decreto Sicurezza dal vecchio sapore fascista, può risultare come qualcosa di minaccioso per il famoso ordine pubblico — attacca il comunicato dei residenti —. Forse eravamo troppi a creare comunità quel giorno? Forse formare tutte le generazioni del nostro quartiere alla Resistenza e ai suoi valori dà fastidio a qualcuno? Rivendichiamo quella giornata come intero Comitato, frutto di un confronto e di una scelta collettiva. Il 25 aprile c’eravamo tutte e tutti”.

La manifestazione, che ha visto la partecipazione intergenerazionale di famiglie, anziani e giovani del quartiere, viene DUNQUE difesa in blocco dai promotori, che intendono trasformare la sanzione amministrativa in un momento di dibattito pubblico sul diritto di manifestazione e sulla tutela della memoria storica locale.

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