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Risarcimenti aerei: cosa cambia con la riforma UE su ritardi, cancellazioni e bagagli
Sul fronte della trasparenza tariffaria, Bruxelles ha inoltre ribadito l’obbligo per le compagnie aeree di indicare fin dall’inizio il costo complessivo del biglietto
L’Unione Europea ha avviato i negoziati per modificare il Regolamento CE 261/2004, la normativa che tutela i passeggeri in caso di ritardi, cancellazioni e altri disservizi aerei. Una revisione che potrebbe incidere direttamente sui diritti dei viaggiatori e sulle condizioni per ottenere risarcimenti e rimborsi.
Il confronto arriva in un momento particolarmente delicato per il trasporto aereo. I conflitti internazionali hanno modificato molte delle principali rotte mondiali e le tensioni sul mercato energetico stanno aumentando i costi operativi delle compagnie, alimentando il dibattito sulle regole che disciplinano le tutele dei passeggeri.
In sintesi
- L’Unione Europea ha aperto il negoziato per rivedere il Regolamento CE 261/2004 sui diritti dei passeggeri aerei.
- Attualmente è possibile ottenere un risarcimento compreso tra 250 e 600 euro per ritardi superiori a 3 ore e il rimborso del biglietto in caso di ritardi oltre le 5 ore.
- Tra le modifiche discusse c’è l’innalzamento della soglia minima di ritardo necessaria per ottenere la compensazione economica.
- Una recente sentenza della Cassazione ha rafforzato le tutele per i passeggeri che ricevono il bagaglio in ritardo.
- Bruxelles ha inoltre chiarito che le compagnie non possono applicare rincari successivi al prezzo del biglietto per compensare l’aumento dei costi del carburante.
Cosa potrebbe cambiare per i passeggeri aerei
Per il momento le regole restano invariate. Tuttavia Parlamento Europeo e Consiglio dell’Unione Europea stanno discutendo una revisione della normativa che potrebbe modificare alcuni dei principali diritti riconosciuti ai viaggiatori.
Tra i punti più dibattuti c’è la soglia di ritardo che dà diritto alla compensazione economica. Oggi i passeggeri possono ottenere un risarcimento compreso tra 250 e 600 euro quando arrivano a destinazione con oltre tre ore di ritardsalvo che il disservizio sia causato da circostanze eccezionali indipendenti dalla compagnia aerea.
Il Consiglio UE propone di innalzare la soglia a 4 ore per i voli fino a 3.500 chilometri e a 6 ore per le tratte più lunghe. Una posizione che si scontra con quella del Parlamento Europeo, favorevole al mantenimento delle regole attuali.
L’Eurocamera chiede inoltre procedure di rimborso più semplici, attraverso moduli standardizzati validi per tutte le compagnie aeree, e una revisione delle norme sui bagagli a mano che consentirebbe ai passeggeri di portare gratuitamente in cabina valigie più capienti rispetto a quelle oggi generalmente consentite.
Le regole attuali su rimborsi e risarcimenti
In attesa di conoscere l’esito dei negoziati europei, è importante ricordare quali sono oggi i diritti dei passeggeri in caso di cancellazione del volo, ritardo prolungato o problemi con il bagaglio.
Cancellazione del volo
Quando un volo viene cancellato, il passeggero può scegliere tra il rimborso integrale del biglietto e la riprotezione su un volo alternativo verso la stessa destinazione.
Se la cancellazione viene comunicata meno di 14 giorni prima della partenza, il viaggiatore può inoltre avere diritto all’assistenza e, in determinate circostanze, anche a una compensazione economica.
Ritardo del volo
I voli che arrivano a destinazione con oltre tre ore di ritardo possono dare diritto a una compensazione economica compresa tra 250 e 600 euro, calcolata in base alla distanza della tratta. Maggiori informazioni sui requisiti previsti dalla normativa europea per ottenere un risarcimento aereo sono disponibili sul sito di AirHelp.
Quando il ritardo supera le 5 ore, il passeggero può anche rinunciare al viaggio e chiedere il rimborso del biglietto.
Non spetta invece alcun risarcimento quando il disservizio è causato da circostanze eccezionali come eventi meteorologici estremi, instabilità politica, limitazioni del traffico aereo, emergenze mediche o scioperi dei controllori di volo.
Diversamente, scioperi del personale della compagnia e problemi tecnici ordinari non rientrano generalmente tra le circostanze eccezionali.
Bagaglio in ritardo: la Cassazione rafforza le tutele dei passeggeri
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 16133/2026) potrebbe avere un impatto significativo sulle richieste di risarcimento per ritardata consegna del bagaglio.
Secondo i giudici, il passeggero non perde il diritto al risarcimento soltanto perché non è in grado di dimostrare con assoluta precisione tutte le spese sostenute durante l’attesa della riconsegna.
Se il ritardo del bagaglio e il danno subito sono dimostrabili, la richiesta può essere valutata anche in assenza di una documentazione completa di ogni singolo acquisto effettuato per fronteggiare il disservizio.
Rimane comunque fondamentale compilare il Property Irregularity Report (P.I.R.) direttamente in aeroporto e conservare tutta la documentazione disponibile.
Caro carburante e risarcimenti: cosa devono dimostrare le compagnie
Un altro tema centrale riguarda le cosiddette circostanze straordinarie.
Le compagnie aeree possono evitare di corrispondere i risarcimenti previsti dalla normativa europea soltanto se dimostrano che il disservizio è stato causato da eventi esterni e non controllabili.
Tra questi possono rientrare, ad esempio, improvvise carenze locali di carburante. Diverso è invece il semplice aumento dei prezzi del jet fuel, che da solo non è sufficiente per escludere le responsabilità del vettore.
Nuove regole sui prezzi dei biglietti
Sul fronte della trasparenza tariffaria, Bruxelles ha inoltre ribadito l’obbligo per le compagnie aeree di indicare fin dall’inizio il costo complessivo del biglietto.
I vettori non possono applicare supplementi successivi per recuperare eventuali aumenti dei costi operativi, compresi quelli legati al carburante.
Una misura che punta a garantire maggiore trasparenza e a impedire rincari imprevisti dopo l’acquisto del volo.
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