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CronacaCuneo

Abdou inghiottito dal Tanaro a 13 anni: condannato a 6 anni e 2 mesi l’amico accusato di averlo trascinato in acqua

I legali hanno già annunciato la volontà di presentare ricorso in appello.

Gabriele Farina

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BRA – A oltre un anno dalla tragedia che aveva sconvolto la comunità di Bra e l’intero Cuneese, è arrivata la sentenza del Tribunale per i minorenni di Torino: il diciassettenne accusato della morte di Abdou Ngom è stato condannato a sei anni e due mesi di reclusione per omicidio.

I fatti risalgono al 22 aprile 2025, il giorno di Pasquetta. Abdou, 13 anni, residente a Bra, aveva trascorso la giornata insieme ad alcuni amici. I ragazzi avevano raggiunto in bicicletta un tratto del fiume Tanaro nel territorio di Verduno, un’area frequentata soprattutto nella bella stagione e nota anche come “spiaggia dei cristalli”.

Quel giorno, però, il Tanaro era particolarmente insidioso. Le piogge dei giorni precedenti avevano ingrossato il corso d’acqua, rendendolo torbido e pericoloso. Poco dopo l’arrivo del gruppo, Abdou scomparve tra i gorghi del fiume. Le prime testimonianze parlarono di una tragica fatalità: il tredicenne sarebbe scivolato accidentalmente in acqua senza riuscire a tornare a riva.

Le ricerche, condotte dai vigili del fuoco con sommozzatori, droni ed elicotteri, proseguirono per giorni senza esito. Il corpo del ragazzo non è mai stato ritrovato.

La svolta nelle indagini

Con il passare delle settimane, la versione dell’incidente iniziò però a mostrare delle crepe. I carabinieri della compagnia di Bra, coordinati dalla Procura per i minorenni di Torino, sequestrarono i telefoni cellulari dei ragazzi presenti quel giorno e analizzarono le conversazioni scambiate dopo la tragedia.

Secondo gli investigatori, dalle chat sarebbe emerso il tentativo di concordare una versione comune dei fatti. Le testimonianze raccolte successivamente avrebbero portato a una ricostruzione diversa: Abdou sarebbe stato afferrato e trascinato nel fiume dall’amico, nonostante avesse più volte ripetuto di non sapere nuotare. Una dinamica descritta dagli inquirenti come un gesto nato forse da un “gioco pericoloso”, degenerato in tragedia.

La sentenza del Tribunale dei minori

Dopo oltre sei ore di camera di consiglio, il Tribunale per i minorenni di Torino ha ritenuto il giovane imputato responsabile dei fatti, pronunciando una condanna a sei anni e due mesi di reclusione.

La Procura aveva sostenuto che il ragazzo fosse pienamente consapevole del rischio a cui esponeva Abdou, sapendo che l’amico non era in grado di nuotare. La difesa, rappresentata dagli avvocati Pier Mario Morra e Giuseppe Vitello, ha invece sempre contestato la ricostruzione accusatoria, sostenendo che gli elementi raccolti non fossero sufficienti per una condanna.

I legali hanno già annunciato la volontà di presentare ricorso in appello.

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