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Torino chiede la liberazione di Dina Alberizia e Nico Centrone: approvato l’ordine del giorno in Consiglio Comunale

Il documento, presentato dalla consigliera Sara Diena di Sinistra Ecologista come prima firmataria, ha ottenuto il via libera dell’aula con 23 voti favorevoli e 4 astensioni

Gabriele Farina

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TORINO – Il Consiglio Comunale di Torino ha approvato un ordine del giorno che impegna il sindaco e la Giunta ad attivarsi presso il Governo italiano affinché venga intrapresa ogni iniziativa diplomatica utile per ottenere la liberazione di Dina Alberizia e Nico Centrone, i due attivisti italiani fermati durante la missione umanitaria della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza.

Il documento, presentato dalla consigliera Sara Diena di Sinistra Ecologista come prima firmataria, ha ottenuto il via libera dell’aula con 23 voti favorevoli e 4 astensioni. Nessun voto contrario.

Nel testo approvato, Palazzo Civico invita il Governo nazionale a «profondere ogni sforzo diplomatico, in ogni sede competente, volto alla liberazione di Dina Alberizia e Nico Centrone e di tutti gli attivisti ingiustamente trattenuti, in modo da consentire il loro rientro nel proprio Paese di origine, presso le rispettive famiglie, nel più breve tempo possibile».

Secondo quanto ricordato dalla stessa Diena nel corso del dibattito, Dina Alberizia e Nico Centrone erano partiti insieme ad altre circa 200 persone nell’ambito della missione organizzata dalla Global Sumud Flotilla, iniziativa internazionale nata con l’obiettivo di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza e di richiamare l’attenzione della comunità internazionale sulla grave situazione umanitaria in corso nel territorio.

«Dina e Nico erano partiti in nome della solidarietà con la Global Sumud Flotilla insieme a circa 200 persone per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza – ha affermato la prima firmataria – e ancora oggi non si conoscono i capi di imputazione nei loro confronti e c’è grande apprensione per la loro sorte».

Proprio l’assenza di informazioni chiare sulle accuse contestate ai due attivisti e sulle loro condizioni ha alimentato la preoccupazione delle famiglie, degli amici e delle realtà associative che stanno seguendo la vicenda. L’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale rappresenta quindi una presa di posizione politica della Città di Torino, che chiede alle istituzioni nazionali di utilizzare tutti gli strumenti diplomatici a disposizione per fare luce sulla situazione e favorire il rapido rientro in Italia dei due connazionali.

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