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Dalla scuola materna al carcere in Libia: Torino scende in piazza per l’attivista Dina Alberizia

La fiaccolata di sostegno è fissata per la giornata di oggi 29 maggio alle 17

Chiara Scerba

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ASTI – Dopo lunghi e angoscianti giorni di silenzio, arriva finalmente un primo sospiro di sollievo per le sorti di Leonarda “Dina” Alberizia, l’insegnante in pensione e attivista piemontese trattenuta in Libia.

Mentre la diplomazia lavora sottotraccia per sbloccare la situazione, la città di Torino si mobilita per chiedere la liberazione immediata della donna.

Le rassicurazioni del Console nel carcere di Bengasi

La novità più importante sul fronte internazionale arriva direttamente dal console generale d’Italia, Filippo Colombo, è riuscito a far visita in carcere a Bengasi a Dina Alberizia e al suo compagno di delegazione, Domenico Centrone.

“Gli attivisti stanno bene”, ha rassicurato il diplomatico al termine dell’incontro durante il quale il console è intervenuto formalmente chiedendo alle autorità locali di migliorare le condizioni della loro detenzione, in attesa che un giudice locale si pronunci sul decreto di espulsione.

Perché Dina è prigioniera in Libia?

Per comprendere la gravità e la natura della vicenda, bisogna fare un passo indietro. Dina Alberizia, originaria di Albugnano, si trovava in Nord Africa come parte integrante della Global Sumud Flotilla, la carovana umanitaria internazionale, composta da circa 400 attivisti, il cui obiettivo era raggiungere la Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah per consegnare ambulanze, case mobili e aiuti di prima necessità alla popolazione civile.

Il convoglio è però rimasto intrappolato nella complessa morsa geopolitica libica, dove la carovana è stata prima bloccata in una zona neutra tra la Libia ovest e la Libia est, e successivamente respinta.

Alberizia e Centrone sono stati successivamente fermati dalle autorità della Cirenaica (Libia est) con la pesante accusa di ingresso clandestino, motivata dalla mancanza di uno speciale permesso di sicurezza.

La mobilitazione a Torino

Torino si stringe attorno all’attivista attraverso la fiaccolata di solidarietà fissata per oggi pomeriggio, 29 maggio 2026, alle ore 17:00 in piazza Cavour 14, allo stesso indirizzo dell’asilo nido pubblico dove Dina ha lavorato con dedizione per ben trent’anni. A seguire, la mobilitazione si sposterà alle 18:00 in Piazza Castello.

A spiegare bene il valore umano, oltre che politico, della figura di Dina è intervenuto sui social lo sceneggiatore e regista torinese Stefano Di Polito, con un ricordo legato proprio a quell’asilo nido:

“Non ho conosciuto Dina ma ho conosciuto ciò che insieme ad altre maestre aveva realizzato: un asilo nido pubblico innovativo, comunitario e rispettoso dell’infanzia […]. Non si può spiegare cos’è stato il nido Cavour, perché era così distante dalle esperienze degli altri nidi, che chi non l’ha vissuto, non ne poteva capire il valore. […] Oggi Dina continua a essere rivoluzionaria e ha bisogno di quell’amore, quel rispetto e quella consapevolezza che abbiamo trovato nel nido Cavour.”

In conclusione, sottolinea un aspetto importante e che rivela le motivazioni di questa pronta mobilitazione: Si parla poco di Dina, spero che oggi siano in tanti davanti al nido e poi alle 18 in piazza Castello a difendere la sua, e la nostra, domanda di amore e giustizia.”

L’appello è quindi quello di un rilascio immediato, garanzia di sicurezza per tutti i volontari e concessione del transito per il convoglio umanitario.

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