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I sindacati riuniti lanciano l’allarme: «Duemila posti di lavoro a rischio a causa di AI nei call-center piemontesi»

Proclamato sciopero nazionale dal 13 al 27 luglio. I rappresentanti dei lavoratori chiedono intervento urgente del governo per regolamentare uso di AI

Marco Lovisolo

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TORINO – «La crisi dei call center non ha precedenti. E la politica non può restare a guardare». I sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Fpc hanno riunito ieri, 10 luglio, a Torino, le rappresentanze sindacali unitarie dei call center piemontesi: sul tavolo, la situazione critica del comparto che conta 4mila addetti in Piemonte ed è ora minacciato gravemente dal massiccio impiego dell’intelligenza artificiale.

«Il settore attraversa una trasformazione profonda e drammatica» – scrive Slc Cgil – «L’introduzione massiccia di IA, chatbot e sistemi di automazione avviene in modo del tutto incontrollato, configurando una vera e propria emergenza occupazionale per migliaia di lavoratrici e lavoratori in tutta Italia. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un’accelerazione senza precedenti: attività che prima richiedevano l’intervento umano vengono ora affidate agli algoritmi. Tutto questo accade spesso senza alcun confronto preventivo con i sindacati, senza piani di riconversione professionale e senza garanzie per il personale coinvolto». A rischio ci sarebbero duemila lavoratori.

I sindacati hanno incontrato nel pomeriggio parlamentari e consiglieri regionali per chiedere un intervento politico immediato: erano presenti all’incontro la senatrice Elisa Pirro, i deputati Chiara Appendino e Antonino Iaria e la consigliera regionale Sarah Disabato (per il Movimento 5 Stelle); il vice capogruppo alla Camera dei Deputati, Marco Grimaldi e la consigliera regionale Alice Ravinale (per Avs) e i consiglieri regionali Gianna Pentenero e Alberto Avetta e il consigliere comunale Valentino Magazzù (per il Pd).

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Fpc hanno inoltre proclamato uno sciopero nazionale del settore call center dal 13 al 27 luglio, con astensione collettiva dal lavoro di 2 ore a fine turno per i lavoratori a tempo pieno e di 1 ora per i part-time, con astensione di tutte le prestazioni in lavoro straordinario e supplementare per l’intero periodo. A dare voce alla vertenza sono stati soprattutto i delegati e le RSU delle principali aziende del settore in Piemonte: Konecta, Covisian, Mediacom, Twy, Tecnocall, Colligo e Linetech che da anni fronteggiano riorganizzazioni, cambi di commessa e vertenze occupazionali senza una vera politica industriale a sostegno.

«Non possiamo parlare di innovazione se prima non mettiamo in sicurezza il lavoro» – hanno dichiarato i segretari regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uil Fpc, Alberto Revel, Anna De Bella e Maria Luisa Lanzaro – «Serve un tavolo permanente con il Governo, regole certe sull’intelligenza artificiale e percorsi di riqualificazione professionale». Slc Cgil chiede norme che vincolino l’uso dell’IA a piani di formazione e ricollocazione, il rafforzamento degli ammortizzatori sociali e un contributo sociale a carico delle committenze che generano profitti tagliando il personale a favore delle macchine.

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