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Torino, maestra condannata in appello per maltrattamenti agli alunni: un anno e nove mesi, annunciato il ricorso in Cassazione

L’inchiesta era partita nel 2018 dalle indagini della polizia locale e riguardava fatti che sarebbero avvenuti tra il 2014 e il 2018

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TORINO – La Corte d’Appello di Torino ha ribaltato la sentenza di primo grado e condannato a un anno e nove mesi di reclusione, con pena sospesa, la maestra Laura Prunotto, 50 anni, riconosciuta colpevole di maltrattamenti nei confronti di alcuni alunni delle scuole elementari dove insegnava. Il verdetto è arrivato dopo circa due ore di camera di consiglio.

Nel corso del processo di secondo grado sono stati ascoltati anche quattro ex alunni, oggi maggiorenni, che hanno ripercorso quanto vissuto tra i banchi di scuola. Una ragazza di 18 anni ha raccontato ai giudici di essere stata insultata e di aver visto un proprio compito strappato dall’insegnante quando frequentava la prima elementare. Le loro testimonianze hanno confermato le accuse di continue umiliazioni, minacce e comportamenti ritenuti vessatori.

L’inchiesta era partita nel 2018 dalle indagini della polizia locale e riguardava fatti che sarebbero avvenuti tra il 2014 e il 2018 negli istituti Alvaro-Gobetti e Leone Sinigaglia di Torino. Secondo l’accusa, le condotte contestate coinvolgevano 21 bambini, all’epoca di età compresa tra i 6 e i 9 anni. Nei verbali d’indagine comparivano episodi di insulti, minacce, divieti di andare in bagno – che avrebbero costretto alcuni alunni a farsi la pipì addosso – e l’obbligo di mangiare contro la propria volontà fino a provocare il vomito.

La sostituta procuratrice generale Sara Panelli aveva chiesto una condanna a quattro anni di carcere. La Corte ha invece inflitto una pena inferiore, concedendo le attenuanti generiche e la sospensione condizionale, riconoscendo la responsabilità dell’insegnante per episodi di maltrattamento.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Piermario Morra, sottolinea però che la condanna riguarda un numero limitato di episodi e, secondo la ricostruzione del legale, sarebbe riferita soltanto a quattro alunni appartenenti a due diverse classi. L’avvocato ha già annunciato che, una volta depositate le motivazioni della sentenza, presenterà ricorso in Cassazione.

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