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Stellantis, il paradosso: Mirafiori senza lavoro, ma in Serbia le assunzioni schizzano

Mirafiori resta in difficoltà tra stop produttivi e volumi lontani dagli obiettivi

Luca Vercellin

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TORINO – Che Stellantis abbia un rapporto complicato con l’Italia, e nello specifico con Mirafiori, non è un segreto. Ma la situazione ha raggiunto un nuovo picco di tragicomicità.

I dati del primo semestre del 2026 mostrano un quadro industriale spaccato.

Se a Mirafiori continuano le fermate produttive, e gli obiettivi di produzione sono molto lontani dagli obiettivi, a Kragujevac, in Serbia, succede esattamente il contrario.

La fabbrica nei Balcani lavora anche nei fine settimana per tenere il passo con gli ordini della Fiat Grande Panda.

Il nuovo modello made in Serbia sta raccogliendo una domanda così alta da aver aumentato i turni a 12 ore, 7 giorni su 7. Nello stesso stabilimento viene prodotta anche la Citroen C3. In Serbia vengono impiegate 4.500 persone, con lavoratori provenienti da Italia, Spagna, Marocco, Turchia, India e Nepal.

Mirafiori, invece, avrebbe dovuto ritrovare slancio con il ritorno della 500 Hybrid. A fine 2025 l’obiettivo era di raggiungere 100.000 vetture prodotte ogni anno. Nel primo trimestre dell’anno, tuttavia, ne sono state prodotte solo 15.000 con un ritmo irregolare.

Stellantis spiega che ci sono stop dovuti a problemi di approvvigionamento, specie per quanto riguarda il comparto motori.

I sindacati, tuttavia, leggono la situazione con una luce diversa: i rallentamenti sono dovuti a una domanda meno forte di quanto immaginato all’inizio.

C’è poi il nodo complicato del futuro dello stabilimento. La nuova generazione di 500 non arriverà prima del 2030. Fino ad allora, non ci sono progetti per garantire continuità, volumi e prospettive occupazionali solide.

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