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Stellantis, allarme Fiom su Mirafiori: “Quattro settimane di stop in estate, il futuro preoccupa”
Per la Fiom si tratta di un segnale preoccupante, che alimenta timori già presenti da mesi.
TORINO – Nuove preoccupazioni sul futuro produttivo di Stellantis a Mirafiori. A lanciare l’allarme è la Fiom-CGIL Torino, che denuncia un quadro sempre più delicato per lavoratori e indotto industriale del territorio torinese.
Secondo quanto riferito dal sindacato, dopo il lungo stop di sei giorni è arrivata la comunicazione ufficiale relativa alla pausa estiva delle Carrozzerie: la produzione si fermerà per quattro settimane consecutive di ferie, tra l’ultima settimana di luglio e le prime tre di agosto.
Una decisione che, sottolinea la Fiom, assume un peso particolare in questa fase. “In altri momenti questa non sarebbe stata una notizia”, spiegano dal sindacato, “ma nel periodo in cui si dovrebbe essere al picco produttivo e, secondo le previsioni aziendali, non ci sarebbero dovuti essere ponti e le settimane di ferie sarebbero dovute essere due”.
Per la Fiom si tratta di un segnale preoccupante, che alimenta timori già presenti da mesi. Il sindacato parla apertamente di uno scenario che “allarma e non poco”, con un futuro che appare “a tinte fosche”.
Timori per i contratti in scadenza
Al centro delle preoccupazioni ci sono soprattutto i lavoratori interinali. Tra luglio e settembre, infatti, scadrà circa il 40% dei contratti dei giovani assunti tramite somministrazione alla fine di gennaio.
Il timore espresso dalla Fiom è che il rallentamento produttivo possa tradursi in un mancato rinnovo o in una mancata stabilizzazione di questi lavoratori. Uno scenario che il sindacato giudica inaccettabile.
Secondo la sigla metalmeccanica, una mancata conferma rappresenterebbe “un segnale evidente di un declino produttivo” che potrebbe riportare al centro il tema della cassa integrazione, con conseguenze pesanti non solo per i dipendenti diretti, ma anche per tutto il sistema dell’indotto.
Il nodo dei nuovi modelli
A rendere ancora più incerto il quadro ci sono anche le prospettive industriali di medio periodo. L’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, ha dichiarato alla Camera che i nuovi modelli della 500 destinati a Mirafiori non arriveranno prima del 2030.
Una tempistica che preoccupa fortemente sindacati e filiera produttiva. Secondo la Fiom, se non dovessero arrivare altri modelli o nuove produzioni prima di quella data, il rischio sarebbe altissimo per l’intero tessuto industriale piemontese legato all’automotive.
Il sindacato teme infatti che molte aziende fornitrici possano non reggere un periodo così lungo di incertezza, con il concreto rischio di chiusure e perdita di posti di lavoro.
La richiesta: “Subito un nuovo modello”
Per questo la Fiom-CGIL Torino chiede un intervento urgente delle istituzioni, sia a livello regionale sia nazionale.
L’obiettivo è chiaro: portare immediatamente un nuovo modello produttivo a Mirafiori e attivare una nuova linea industriale che possa garantire continuità occupazionale e prospettive concrete.
“In gioco c’è la tenuta sociale e industriale del nostro territorio”, avverte il sindacato. Un appello diretto alla politica, chiamata a intervenire per evitare che la crisi produttiva si trasformi in una crisi economica e sociale ancora più profonda per Torino e per il Piemonte.
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