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Scontri in Val di Susa, Mattarella: “La violenza è un virus letale per la democrazia, quanto avvenuto è inammissibile”

Il Presidente della Repubblica è intervenuto sugli eventi dello scorso weekend durante la Cerimonia del Ventaglio al Quirinale

Chiara Scerba

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VAL DI SUSA – Parole nette, severissime e senza margine per alcuna interpretazione o giustificazione quelle pronunciate durante la tradizionale Cerimonia del Ventaglio al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel corso del suo intervento non ha mancato nel fare riferimento agli scontri e le tensioni registrati nel corso dello scorso fine settimana in Val di Susa, definendo le azioni violente come un attacco diretto ai principi fondamentali del nostro ordinamento repubblicano.

Il Capo dello Stato ha richiamato le istituzioni, la politica e la società civile al rispetto e alla difesa delle regole democratiche, stroncando sul nascere qualsiasi tentativo di legittimare la protesta violenta.

La condanna senza esitazioni

Nel corso del suo discorso, il Presidente Mattarella ha espresso profonda preoccupazione per la deriva che rischia di trasformare il dissenso minoritario in aggressione fisica e istituzionale. Non può esistere alcuna forma di tolleranza nei confronti di chi scavalca i canali democratici per imporre la propria visione con la forza.

Non è ammissibile che si faccia strada l’idea che, quando le proprie posizioni risultano minoritarie nella società, sia giustificabile ricorrere ad atti aggressivi che vanno a colpire la libera volontà democratica del popolo italiano, espressa attraverso i meccanismi previsti dalla Carta costituzionale. Mattarella ha stigmatizzato questa tendenza definendola come una sorta di pericoloso “fai da te” o di “liberi tutti” rispetto alle decisioni dei poteri pubblici e delle comunità locali.

Di fronte a simili comportamenti, ha ribadito Mattarella, non deve esserci spazio per alcuna esitazione, cautela o reticenza: la condanna e il contrasto verso tali atti aggressivi devono essere fermi e totali, poiché la violenza è un virus letale per la vita sociale che aggredisce la Costituzione sia quando viene praticata, sia quando viene predicata o giustificata.

L’incapacità di ascoltare l’altro

A completare la riflessione del Capo dello Stato è stato un accorato monito sul clima culturale e politico che alimenta e precede l’esplosione della violenza di piazza. Il veleno della radicalizzazione, ha avvertito il Presidente, nasce prima di tutto nel linguaggio e nell’atteggiamento quotidiano.

Il rifiuto sdegnato non soltanto di condividere, ma persino di ascoltare le opinioni altrui è un fenomeno sempre più diffuso, dove si nega la dignità dell’interlocutore e la cui inevitabile conseguenza è la creazione di un clima di reciproca intolleranza e di avversione fanatica.

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