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A Verbania inaugurata una targa per commemorare le vittime della strage di Vergarolla

In occasione dell’80° anniversario dell’eccidio. Presente all’inaugurazione anche Elena Defilippi, testimone diretta

Marco Lovisolo

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VERBANIA“La più grave e sanguinosa strage nella storia dell’Italia repubblicana”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato la strage di Vergarolla, in occasione dell’80° anniversario. Per commemorare questo tragico evento dai contorni ancora poco chiari, anche la città di Verbania ha deciso di impegnarsi, inaugurando ieri, 18 agosto, un memoriale dedicato alle vittime. Si tratta del secondo monumento commemorativo dell’evento in tutto il Piemonte, dopo quello di Torino.

​Alla cerimonia hanno preso parte le principali autorità locali, i rappresentanti delle forze dell’ordine e i dirigenti dell’associazione promotrice, il Comitato 10 Febbraio Verbania A.P.S. Ha partecipato anche ​Elena Defilippi, testimone diretta dell’eccidio. ​Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla Guardia di Finanza, all’Arma dei Carabinieri e alla Polizia Locale per la loro presenza e il sostegno.

​Durante la cerimonia, il presidente del Comitato Fabio Volpe ha ricordato come la strage di Vergarolla – una delle spiagge più frequentate della cittadina di Pola, oggi in Croazia ma allora in Friuli Venezia-Giulia – sia stata, per numero di vittime, la più grave in territorio italiano, dal momento che nel 1946/47 la città di Pola si trovava appunto ancora sotto amministrazione e sovranità italiana, e a guerra da poco finita era al centro di una contesa tra Italia e Jugoslavia.

Quel 18 agosto 1946 un’esplosione uccise oltre cento persone, tra cui molti bambini: le vittime si trovavano sul posto per assistere alle gare della competizione di nuoto Coppa Scarioni. A esplodere furono ordigni bellici che erano stati ammassati privi di innesco sulla spiaggia, evidentemente fatti scoppiare da qualcuno. Le indagini stabilirono infatti che non si era trattato di un incidente, ma non arrivarono mai ai responsabili. Quella strage resta così una delle pagine più controverse e meno conosciute del dopoguerra italiano

L’assessore alla Cultura di Verbania Luciano Paretti, nel ringraziare il Comitato 10 Febbraio, non ha usato mezze misure nel denunciare l’attentato, definendo chiaramente quei fatti come un vero e proprio atto di terrorismo e un tentativo di genocidio etnico.

​Particolarmente toccante il contributo di Elena Defilippi, che ha portato la sua testimonianza diretta di ciò che ha vissuto e visto in quel drammatico giorno. La signora ha raccontato di essersi salvata quasi per un caso fortuito: cadendo la strage nella giornata di Sant’Elena, i suoi genitori avevano deciso di non andare in spiaggia e di organizzare una piccola festa in casa proprio per celebrare il suo onomastico.

​A conclusione dell’evento si è tenuta la scopertura formale della targa in ricordo delle vittime dell’eccidio.

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