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CronacaTorino

Una comunità in Val Susa era la copertura per violenze e abusi sessuali su persone fragili

Organizzava corsi di yoga, meditazione e difesa personale come scusa per attirare le sue vittime

Gabriele Farina

Pubblicato

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TORINO – Promuoveva corsi di yoga, meditazione e difesa personale, ma secondo quanto ricostruito dai Carabinieri avrebbe utilizzato queste attività per avvicinare persone in condizioni di vulnerabilità e portarle all’interno di una comunità residenziale da lui gestita. È qui che, secondo le accuse, si sarebbero consumati maltrattamenti, violenze fisiche e psicologiche e abusi sessuali.

I Carabinieri hanno arrestato all’alba di oggi, in Bassa Valle di Susa, un uomo di 59 anni, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le accuse contestate sono di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato.

La comunità residenziale e le persone vulnerabili

Le indagini avrebbero permesso di ricostruire un sistema nel quale il 59enne, attraverso la promozione di corsi legati allo yoga, alla meditazione e alla difesa personale, sarebbe riuscito ad avvicinare persone considerate particolarmente fragili.

Alcune di loro venivano poi ospitate nella comunità residenziale gestita dall’uomo. Secondo l’ipotesi investigativa, all’interno della struttura si sarebbe sviluppato un ambiente caratterizzato da una sorta di setta pseudo-spirituale, nel quale le persone accolte sarebbero state sottoposte a forme di controllo e a violenze.

Le accuse comprendono anche episodi di violenza sessuale aggravata, oltre a maltrattamenti e condotte che, secondo gli investigatori, avrebbero determinato una situazione di grave soggezione delle vittime.

L’indagine dei Carabinieri

L’attività investigativa ha consentito ai Carabinieri di ricostruire, secondo l’accusa, il funzionamento della comunità e il rapporto instaurato dal 59enne con le persone ospitate.

Oltre ai reati legati alle presunte violenze e agli abusi, all’uomo viene contestata anche una truffa aggravata ai danni dello Stato.

L’arresto è scattato all’alba al termine delle indagini. Il 59enne è stato trasferito in carcere in esecuzione della misura cautelare.

Come previsto dalla legge, le accuse dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento e l’indagato deve essere considerato non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.

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