CittadiniCronacaLavoroTorino
Il tribunale di Torino ha obbligato Glovo a garantire più tutele ai rider, ma l’azienda «non ha adottato i presidi prescritti»
Il provvedimento nasce dal ricorso presentato da un rider che lavora a Torino. Aveva chiesto misure per ridurre i rischi sul lavoro in strada
TORINO – «Glovo continua a comportarsi come se fosse al di sopra delle regole». In un comunicato il sindacato Slang Usb denuncia il mancato adempimento di Foodinho srl, la società che gestisce Glovo, all’ordinanza emessa dal tribunale di Torino lo scorso 20 agosto, che ha riconosciuto l’azienda di consegne colpevole di gravi omissioni in materia di sicurezza.
Il provvedimento nasce dal ricorso presentato da Stanley Ibharoga, rider 35enne che lavora per Glovo a Torino. Assistito dall’avvocata Giulia Druetta, Ibharoga aveva chiesto che fossero riconosciute e applicate misure adeguate a ridurre i rischi legati al lavoro in strada. La giudice ha accolto il ricorso, rilevando carenze nella valutazione dei rischi e nell’organizzazione della sicurezza.
La sentenza ha imposto a Glovo di garantire al rider calzature ergonomiche, abbigliamento adeguato alle varie condizioni climatiche (estate-inverno-pioggia), un luogo di riparo durante l’attesa degli ordini e l’accesso gratuito ai servizi igienici, oltre ai dispositivi per le alte temperature (copricapo con visiera, occhiali da sole con filtri UV, crema solare ad alto fattore protettivo superiore a 30, sali minerali idrosolubili, borraccia termica e acqua). La pronuncia si aggiunge alle tutele già riconosciute in precedenti processi. Il tribunale di Palermo aveva disposto misure specifiche contro il caldo, mentre quello di Milano aveva previsto protezioni come cappelli con visiera e occhiali da sole con filtri Uv.
Nonostante l’ordinanza dell’autorità giudiziaria, però, l’azienda «non ha adottato le tutele e i presidi prescritti dal Tribunale. È un fatto gravissimo» – scrive l’Usb – «Glovo continua a comportarsi come se fosse al di sopra delle regole e delle decisioni delle istituzioni italiane, anche quando vi è un ordine diretto dell’autorità giudiziaria. La sicurezza dei rider continua a essere un problema da scaricare sui lavoratori!».
Usb dichiara di aver già segnalato la situazione alle istituzioni competenti e agli organi di vigilanza.
Glovo ha voluto replicare alla segnalazione con una nota ufficiale:
Prendiamo atto della posizione espressa dalla Procura. In questi mesi Glovo ha affrontato questo percorso con il massimo impegno, dando seguito a tutte le richieste formulate dal PM e dai suoi consulenti, implementando quanto concordato per iscritto nell’ambito del percorso verso la conclusione del controllo giudiziario e recependo anche le ulteriori indicazioni intervenute successivamente.
È proprio nell’ambito di questo percorso che, su indicazione della Procura e dei suoi consulenti, è stato superato il precedente sistema del tempo stimato e introdotto il cosiddetto ‘tempo effettivo calmierato’, con l’obiettivo di rendere più affidabile il calcolo dei tempi di consegna e prevenire abusi.
Glovo ricorda che il proprio modello, e la relativa sostenibilità, si fondano sul lavoro autonomo e sulla libertà dei rider di scegliere se e quando collaborare con la piattaforma, nonché di accettare o rifiutare liberamente le singole proposte di consegna e di collaborare contemporaneamente con più piattaforme, senza obblighi di disponibilità.Sulla base di questi elementi, rappresenteremo al giudice competente le ragioni per cui riteniamo che le misure adottate rispondano adeguatamente alle questioni sollevate. Glovo continuerà, come fatto finora, a collaborare pienamente con le autorità.
Presente in Italia da 10 anni, Glovo conferma il proprio impegno verso le migliaia di partner e rider che ogni giorno si connettono alla piattaforma.
Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

