CronacaCuneo
Donna di Cuneo sul lago di Garda in mimetica: “Siamo del Col Moschin in missione speciale”
Inoltre durante le perquisizioni sono stati trovati e sequestrati cinque coltelli, con lame comprese tra i 9 e i 13 centimetri
CUNEO – Passeggiavano nel centro storico di Lazise, sul lago di Garda, indossando una mimetica completa, anfibi e gradi militari. Con il volto parzialmente nascosto da occhiali scuri e fasce mimetiche, sostenevano inoltre di appartenere a un reparto d’élite dell’Esercito. Una scena insolita che ha attirato l’attenzione della Polizia Locale e portato alla denuncia di un uomo di 40 anni residente a Lecco e di una donna di 36 anni residente in provincia di Cuneo.
La vicenda è avvenuta il 17 agosto 2026, quando la coppia si trovava tra la folla del centro storico di Lazise. A segnalare la presenza dei due è stato il vicesindaco Stefano Marai, che ha informato la Polizia Locale dopo aver notato il loro particolare abbigliamento.
La coppia sostiene di essere del Col Moschin
Gli agenti hanno raggiunto i due per procedere all’identificazione. Alla richiesta di esibire i documenti, inizialmente entrambi avrebbero opposto un rifiuto.
Il 40enne e la 36enne hanno quindi dichiarato di appartenere al 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, uno dei reparti d’élite delle Forze Armate italiane. Non solo: secondo quanto riferito agli agenti, i due sarebbero stati di ritorno da una missione e non avrebbero potuto fornire le proprie generalità per presunti motivi legati alla “sicurezza nazionale”.
Una versione che ha immediatamente insospettito gli operatori della Polizia Locale.
Le verifiche con la vera caserma
Gli agenti hanno effettuato gli opportuni accertamenti contattando direttamente la caserma del 9° Reggimento “Col Moschin”. Il riscontro ha escluso qualsiasi rapporto tra la coppia e il reparto militare.
Di fronte alle contestazioni, i due avrebbero quindi ammesso di essersi vestiti in quel modo esclusivamente per divertimento.
La vicenda, tuttavia, non si è conclusa con la semplice identificazione. Con il coordinamento del Pubblico Ministero di turno, gli agenti hanno infatti proceduto a perquisire la camera d’albergo occupata dalla coppia e il veicolo 4×4 utilizzato per gli spostamenti.
Cinque coltelli e materiale militare sequestrati
Durante le perquisizioni sono stati trovati e sequestrati cinque coltelli, con lame comprese tra i 9 e i 13 centimetri. Gli agenti hanno inoltre recuperato diversi stemmi militari, adesivi del Ministero della Difesa e un lampeggiante stroboscopico simile a quelli utilizzati dai mezzi delle forze dell’ordine.
Entrambi risultano titolari di un regolare porto d’armi per uso sportivo. Il possesso del materiale trovato, tuttavia, ha portato a ulteriori contestazioni.
Il 40enne lecchese e la 36enne della provincia di Cuneo sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. Le accuse contestate sono quelle di false dichiarazioni a pubblico ufficiale e usurpazione di titoli.
A queste si aggiunge la contestazione relativa alle disposizioni introdotte dal nuovo Decreto Sicurezza, entrato in vigore nell’aprile 2026, riguardo al possesso di coltelli pronti all’uso fuori dall’abitazione in assenza di una motivazione valida e concreta.
Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro. Restano ora da chiarire le motivazioni che hanno spinto la coppia a indossare uniformi e distintivi militari e a presentarsi come appartenente a un reparto d’élite dell’Esercito.
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