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A Trino inni al fascismo durante la festa patronale, ma il sindaco difende la libertà d’espressione
A Trino vercellese sono scoppiate le polemiche tra il PD e il sindaco di FDI
TRINO – È polemica a Trino, in provincia di Vercelli, per due episodi che sarebbero avvenuti durante la festa patronale. A sollevare la questione è stato il segretario cittadino del Partito Democratico, Vincenzino Porta, che ha segnalato alcuni comportamenti e contenuti ritenuti politicamente controversi nel corso delle serate di festa.
Il primo episodio sarebbe avvenuto all’autoscontro. Secondo quanto riferito da Porta, durante la serata sarebbe stata diffusa la canzone “Everybody viva el duche” di Il Gravel, brano presentato dal suo stesso autore come una parodia a carattere satirico e non come un inno politico.
È però quanto sarebbe accaduto tra il pubblico ad aver suscitato le contestazioni del Pd. Secondo il segretario cittadino Dem, durante il ritornello «molti ragazzi inneggiavano a Mussolini e avevano il braccio alzato con il saluto fascista».
Il secondo episodio sarebbe invece avvenuto durante lo spettacolo di Dj Matrix, dj e autore, tra gli altri, del brano “Quando c’era Silvio”, una canzone di carattere goliardico dedicata a Silvio Berlusconi.
Secondo la ricostruzione diffusa dal Pd di Trino, dopo aver proposto proprio “Quando c’era Silvio”, il dj avrebbe chiesto al pubblico presente in piazza se ci fossero comunisti. Alla risposta affermativa di alcune persone, avrebbe annunciato di voler dedicare loro il brano successivo. Sarebbe quindi partito il coro «chi non salta comunista è», seguito, secondo il Pd, da «parole inqualificabili».
Il Pd: “Il sindaco condanni pubblicamente”
Gli episodi hanno spinto il Partito Democratico locale a chiedere una presa di posizione all’amministrazione comunale.
«Invitiamo i cittadini trinesi a rigettare manifestazioni che ricordano tristi passati, e il sindaco a condannare pubblicamente i fatti», è la posizione espressa da Porta.
Una richiesta alla quale il sindaco di Trino, Daniele Pane, esponente di Fratelli d’Italia, ha risposto richiamando il tema della libertà di espressione e distinguendo le responsabilità dell’organizzazione da eventuali comportamenti penalmente rilevanti.
La replica del sindaco
«Se qualcuno ha assistito a un’apologia del fascismo o a un illecito, avrebbe dovuto rivolgersi alle forze dell’ordine», ha dichiarato Pane.
Il sindaco ha quindi aggiunto: «La libertà di espressione vale sempre, a destra e a sinistra. Non è compito del sindaco stabilire quali opinioni politiche possano essere espresse in uno spettacolo, entro ovviamente certi limiti».
La vicenda resta dunque al centro del confronto politico cittadino. Da una parte il Pd chiede una presa di distanza da comportamenti che considera inaccettabili e richiama il tema della memoria e dell’antifascismo; dall’altra il sindaco rivendica il principio della libertà di espressione, sottolineando al tempo stesso che eventuali illeciti dovrebbero essere valutati dagli organi competenti.
Le ricostruzioni degli episodi sono al momento quelle riferite pubblicamente dal Partito Democratico di Trino e non risultano, sulla base degli elementi forniti, contestazioni formalizzate o accertamenti delle forze dell’ordine sui fatti descritti.
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