CulturaTorino
Ad Alpignano nasce la «Scala delle Partigiane»: ogni gradino ricorderà una donna della Resistenza
Si tratta della prima iniziativa del genere in Italia
ALPIGNANO – Una scala dedicata alle donne della Resistenza, con un nome per ogni scalino. È il progetto che prenderà forma ad Alpignano, dove al fondo di via Cervino nascerà la «Scala delle Partigiane», presentata come la prima iniziativa di questo tipo in Italia.
L’idea è quella di trasformare un luogo di passaggio quotidiano in uno spazio permanente di memoria, dedicato alle donne che hanno partecipato alla lotta di Liberazione e che troppo spesso sono rimaste ai margini della narrazione storica.
«Creiamo un nuovo luogo di memoria e di raccoglimento che celebra figure troppo spesso dimenticate dalle pagine di storia o relegate in un boxino colorato a fondo pagina», spiega Chiara Priante, assessora di Alpignano a Resistenza, Costituzione e Antifascismo. Proprio il nuovo assessorato, dedicato a questi temi, sceglie la Scala delle Partigiane come primo atto della propria attività.
Un gradino, un nome, una storia
La caratteristica più originale del progetto sarà la scelta di associare a ogni scalino il nome di una partigiana. Non ci saranno soltanto figure legate al territorio piemontese: l’obiettivo è costruire un percorso capace di mettere in relazione la memoria locale con quella regionale e nazionale.
A individuare le donne da ricordare sarà una commissione composta da quattro esperte e rappresentanti della memoria storica e dell’associazionismo: Marcella Filippa, storica, saggista e direttrice della Fondazione Vera Nocentini; Bruna Bertolo, giornalista e storica del territorio, autrice di numerosi volumi dedicati alla storia delle donne; Mariella De Vietro, dell’ANPI di Alpignano, Caselette, Givoletto, La Cassa, San Gillio e Val della Torre; e Maria Grazia Alemanno, già insegnante di lettere, impegnata nel lavoro sulla memoria della Resistenza.
La selezione dovrà garantire un «equo bilanciamento» tra protagoniste locali, piemontesi e figure di rilievo nazionale. Una scelta che punta quindi a evitare una memoria confinata al solo territorio, inserendo le vicende delle donne della Resistenza all’interno della storia più ampia della Liberazione italiana.
La scala sotto la casa di Vito Bonadies
La scelta del luogo non è casuale. La scala di via Cervino si trova infatti proprio sotto l’abitazione di Vito Bonadies, una delle figure di riferimento dell’antifascismo torinese.
È un dettaglio che aggiunge un ulteriore livello di significato all’iniziativa. «Qui, tante volte, sono passati partigiani che andavano a trovare Bonadies per assecondare ricerche e progetti», racconta Priante. La nuova scala si inserirà dunque in un luogo già legato alla storia dell’antifascismo, trasformandolo in un punto di memoria aperto alla cittadinanza.
L’intento non è soltanto quello di ricordare nomi e biografie, ma di riportare la Resistenza nella quotidianità: una persona che percorre la scala potrà incontrare, gradino dopo gradino, le storie di donne che contribuirono alla Liberazione con ruoli differenti, dalle staffette alle combattenti, dalle infermiere alle madri coraggio, fino alle deportate e alle vittime della repressione.
L’inaugurazione il 24 ottobre
La «Scala delle Partigiane» sarà inaugurata sabato 24 ottobre alle 16, nell’ambito della prima edizione del nuovo festival «C’era una svolta».
La manifestazione, il cui programma completo sarà ufficializzato nei prossimi giorni, nasce con l’obiettivo di raccontare i «bivi della storia» per aiutare a leggere il presente, intrecciando la grande storia nazionale con quella locale.
A intervenire all’inaugurazione sarà Marcella Filippa, mentre la giornata sarà animata da Le Primule Rosse.
Per Alpignano sarà quindi anche l’occasione per inaugurare un nuovo spazio pubblico dedicato alla memoria femminile della Resistenza. Una scala che, attraverso i suoi gradini, vuole rendere visibili storie e protagoniste che per decenni hanno avuto meno spazio nella memoria pubblica.
L’idea è semplice ma simbolicamente potente: salire una scala significa attraversare una storia, un nome alla volta.
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