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A Torino nasce il Premio Cantacronache: la parola torna al centro della musica

Il cuore della serata sarà la sfida tra i quattro finalisti del concorso, chiamati a presentare un proprio brano e una libera interpretazione di una canzone del Cantacronache

Gabriele Farina

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TORINO – Torino torna a riscoprire una delle pagine più importanti della propria storia musicale e culturale. Sabato 26 settembre, alle 21, la Sala Immersiva delle Gallerie d’Italia di piazza San Carlo ospiterà la prima edizione del Premio Cantacronache – La Parola è Musica, un nuovo appuntamento nazionale dedicato alla canzone d’autore e, soprattutto, al valore delle parole come strumento di racconto, riflessione e critica della società.

Il progetto, ideato da Giovanni Straniero e Federico Sirianni, è promosso dalla Fondazione Carlo Donat-Cattin, ente partner del Polo del ’900, con il contributo della Città Metropolitana di Torino e il patrocinio della Città di Torino. La direzione artistica è affidata a Federico Sirianni, mentre presidente onorario del Premio è Emilio Jona.

La serata sarà anche un omaggio alla straordinaria esperienza del Cantacronache, il collettivo nato a Torino nel 1958 e attivo fino al 1962 che contribuì a cambiare profondamente il modo di intendere la canzone italiana. Un’esperienza breve ma destinata a lasciare un’eredità importante, mettendo al centro della musica temi sociali, politici e civili e chiedendo alla canzone «dignità e contenuti alti».

Quattro finalisti e un premio alla carriera per Willie Peyote

Il cuore della serata sarà la sfida tra i quattro finalisti del concorso, chiamati a presentare un proprio brano e una libera interpretazione di una canzone del Cantacronache.

Saranno assegnati due riconoscimenti principali: la Targa Cantacronache, destinata alla migliore canzone o esibizione, con un premio di 700 euro, e la Targa Michele L. Straniero, per il miglior testo, accompagnata da un premio di 300 euro.

Nel corso della serata saranno inoltre premiate le scuole coinvolte nel progetto e gli studenti autori dei migliori elaborati.

Ma il momento più atteso sarà probabilmente la consegna del Premio Cantacronache alla carriera, assegnato nella prima edizione a Willie Peyote. Il cantautore torinese è stato scelto per il suo percorso artistico, capace di unire la tradizione della canzone d’autore con la contemporaneità e di affrontare temi e contraddizioni del presente attraverso la musica.

Accanto a Willie Peyote saliranno sul palco anche Grazia Di Michele, Carlo Pestelli, Michele Gazich, Alessio Lega e Giangilberto Monti. A presentare la serata sarà Daniele Lucca.

Da Michele Straniero a De André e Guccini: l’eredità del Cantacronache

Il Premio nasce con l’obiettivo di riportare al centro una vicenda che ha avuto proprio a Torino uno dei suoi luoghi fondamentali.

Michele L. Straniero, Fausto Amodei, Margot Galante Garrone, Sergio Liberovici ed Emilio Jona furono tra i protagonisti del Cantacronache, insieme a una rete di scrittori e intellettuali che comprendeva, tra gli altri, Franco Antonicelli, Italo Calvino, Giorgio De Maria, Umberto Eco, Franco Fortini e Gianni Rodari.

Il loro lavoro contribuì ad aprire una nuova strada nella musica italiana: quella di una canzone capace non soltanto di intrattenere, ma anche di raccontare il proprio tempo, denunciare le ingiustizie e interrogarsi sui cambiamenti della società.

Da quella stagione sarebbe arrivata, direttamente o indirettamente, l’ispirazione per generazioni di cantautori, da Fabrizio De André a Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Eugenio Finardi, Pierangelo Bertoli e Roberto Vecchioni, fino ad artisti come Paolo Pietrangeli, Ivan Della Mea e Giovanna Marini.

Come ricordano gli organizzatori, «tutto partì proprio da Torino» e dall’esperienza del Cantacronache nacque una nuova stagione della canzone d’autore italiana. Un’eredità che Umberto Eco aveva sintetizzato osservando che, senza quella esperienza, «la canzone italiana avrebbe avuto un percorso diverso».

Un premio rivolto alle nuove generazioni

Il progetto non guarda soltanto al passato. Uno degli obiettivi principali del Premio è infatti quello di coinvolgere le nuove generazioni, con particolare attenzione agli under 35.

Il percorso è iniziato già nel 2025 con una serie di laboratori di scrittura creativa in forma di canzone realizzati negli istituti superiori torinesi che hanno aderito all’iniziativa. I migliori elaborati saranno premiati durante la serata del 26 settembre.

«Il Premio Cantacronache – La Parola è Musica – spiegano gli ideatori Giovanni Straniero e Federico Sirianni – è la prima edizione di un evento musicale a carattere nazionale, che si prefigge di prestare attenzione alla parola come pensiero e contenuto al centro della canzone».

L’intenzione è trasformare l’appuntamento in un evento annuale capace di riportare Torino al centro della storia della canzone d’autore.

Una mostra digitale alle Gallerie d’Italia

A completare la serata sarà una mostra fotografica digitale dedicata alla storia del Cantacronache, allestita nella Sala Immersiva delle Gallerie d’Italia e curata da Stefania Bruno Olmoti.

Le immagini accompagneranno quindi il pubblico in un viaggio nella storia del collettivo torinese e nel contesto culturale nel quale, quasi settant’anni fa, prese forma una delle esperienze più innovative della musica italiana.

Anche l’arte contemporanea avrà un ruolo nella serata: l’artista Ugo Nespolo ha infatti realizzato appositamente alcune sculture in vetro che saranno donate ai vincitori delle Targhe.

Torino riscopre la sua storia musicale

La presentazione ufficiale della prima edizione si è svolta il 2 settembre nella Sala Carpanini di Palazzo Civico, alla presenza della presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo, della vicesindaca Michela Favaro, del vicesindaco della Città Metropolitana Jacopo Suppo e della presidente della Fondazione Carlo Donat-Cattin Mariapia Donat-Cattin.

Per Grippo, il Cantacronache rappresenta una «pietra miliare nella storia della musica italiana», un’eredità che Torino non ha ancora raccontato abbastanza. Favaro ha sottolineato invece il valore di una canzone capace di «raccontare il proprio tempo» e di contribuire a costruire una società più consapevole.

Il Premio, inserito nel programma degli eventi culturali di Terra Madre, vuole dunque essere qualcosa di più di una competizione musicale. È un tentativo di riallacciare un filo tra la Torino del Cantacronache e quella contemporanea, affidando alle nuove generazioni una lezione che continua a essere attuale: una canzone può far pensare, raccontare la realtà e prendere posizione.

L’appuntamento è per sabato 26 settembre alle 21 alle Gallerie d’Italia di piazza San Carlo 156.

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