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Tempesta perfetta sull’autotrasporto piemontese: rincari enormi, Confartigianato chiede risposte

«È arrivato il momento di ragionare su un Credito Mobilità Rimborsabile: utilizziamo le risorse per aiutare maggiormente chi ne ha davvero bisogno»

Marco Lovisolo

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PIEMONTE – Secondo Confartigianato Imprese Piemonte, il sistema dell’autotrasporto piemontese è arrivato ad un punto critico. Negli ultimi mesi, segnala l’organizzazione, il settore sta affrontando una “tempesta perfetta”: aumento dei costi operativi ormai fuori controllo, rapporti sempre più tesi con la committenza, margini talvolta ridotti all’osso e una volatilità dei prezzi che rende impossibile qualsiasi pianificazione nel medio periodo.

Partiamo dai dati

L’Ufficio studi della CGIA prevede, per il 2026, un aggravio complessivo a livello nazionale pari a circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento del 20,4 %. La stima dei rincari sui carburanti (benzina e gasolio) per imprese e famiglie piemontesi è pari a 807 milioni di euro rispetto al 2025, con un incremento del 19,7%.

Un impatto enorme per un settore in cui il carburante rappresentava prima della crisi circa il 20% dei costi aziendali, ma che oggi si aggira attorno al 30% per le imprese di autotrasporto, seconda voce più rilevante dopo il personale.

Servono certezze agli autotrasportatori

«Non possiamo più permetterci di procedere giorno per giorno», commenta Giovanni Rosso, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti – «Gli interventi una tantum possono alleggerire nell’immediato, ma sono rimedi momentanei, emergenziali. Purtroppo però le emergenze non sono più eventi eccezionali, sono diventate una prassi consolidata. Di fronte al caro carburanti, la risposta più semplice sembra essere abbassare l’accisa per tutti. Ma è anche una misura molto costosa e poco mirata, inoltre chiediamo che il prezzo del carburante venga stabilito una volta l’anno senza dover rincorrere le cifre sui tabelloni dei distributori che cambiano di continuo».

“A ciascuno secondo i suoi bisogni”

Con risorse pubbliche limitate, dare lo stesso sconto a tutti non significa necessariamente aiutare meglio. «Il Governo, con uno stanziamento di 130 milioni di euro, ha ridotto fino al 5 settembre l’accisa sul gasolio. Il problema è che non tutti usano il carburante allo stesso modo» – continua Rosso.

«Per un autotrasportatore, è una voce di costo aziendale (la principale ormai). Per un pendolare che vive in un’area poco servita dai mezzi pubblici è spesso una spesa obbligata. Per una famiglia con un reddito basso, un aumento alla pompa pesa molto di più che per chi ha maggiori disponibilità economiche. Per questo pensiamo che sia arrivato il momento di ragionare su un Credito Mobilità Rimborsabile: un aiuto temporaneo rivolto soprattutto alle famiglie con redditi più bassi, ai pendolari e a chi vive nei territori dove l’auto è praticamente indispensabile. Invece di ridurre il prezzo di ogni litro per tutti, utilizziamo le risorse per aiutare maggiormente chi ne ha davvero bisogno».

«Interventi mirati per le imprese e sostegni mirati per le famiglie, invece di distribuire le stesse risorse indistintamente»

«Per l’autotrasporto serve invece una risposta specifica» – conclude Rosso – «Il Governo ha già riconosciuto la particolarità del settore attraverso un credito d’imposta legato all’aumento del costo del gasolio, ma non è sufficiente. Chiediamo che venga riconosciuto alla categoria dell’autotrasporto un prezzo agevolato come avviene per l’agricoltura e la pesca e infine l’abolizione dell’IVA (22%) sulle accise. È questa la strada che riteniamo che debba essere percorsa: interventi mirati per le imprese e sostegni mirati per le famiglie, invece di distribuire le stesse risorse indistintamente».

Anche a livello europeo la direzione è quella di interventi temporanei e mirati verso i settori più esposti, fa notare Confartigianato. E se anche all’autotrasporto viene chiesto di investire nella transizione verso mezzi e tecnologie più sostenibili, è necessario evitare che l’emergenza energetica ne riduca ulteriormente la capacità di investimento.

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