CronacaTorino
Violazioni amministrative e scarsa igiene: 18 mila euro di sanzioni al titolare del minimarket in cui la 13enne è stata molestata
Fatture non pagate, cibo scaduto e lavoratori in nero
TORINO – “Pedofilo infame, in mano al popolo” si legge sulle saracinesche abbassate del minimarket in cui una tredicenne è stata molestata da un commesso. Una vicenda che in questi giorni sta riempiendo le pagine di cronaca.
Il negozio, in via cautelare e temporanea, era però stato chiuso dalla polizia amministrativa non per il caso di cui sopra, ma per degli accertamenti di natura tecnica e amministrativa che riguardano la gestione del locale, le modalità di vendita degli alcolici, il rispetto degli orari e l’igiene.
L’esito dei controlli
I controlli erano stati predisposti, a decorrere dalla giornata di lunedì scorso, dal questore Massimo Gambino, in tre minimarket del quartiere Borgo Vittoria, volti a verificare la regolarità dei titoli autorizzativi e il rispetto delle normative vigenti, tutti attribuibili al medesimo titolare di licenza.
Nel primo esercizio, in via Breglio, che era parzialmente aperto per problemi di energia elettrica a causa del mancato pagamento delle fatture, non risultava presente il titolare.
Nel corso del controllo sono state riscontrate diverse violazioni amministrative, tra le quali l’assenza di procedura di autocontrollo; la mancata pulizia delle pareti e dei pavimenti; la mancata esposizione dei prezzi e dell’etichettatura in italiano su prodotti, alcuni dei quali con un termine minimo di conservazione scaduto. Complessivamente, sono state erogate 7000 € di sanzioni. Uno degli estintori è risultato scaduto.
Per uno dei dipendenti (persona sottoposta all’obbligo di presentazione alla P.G.) è stata riscontrata una discrasia tra il formale contratto part-time e l’effettiva prestazione a tempo pieno, violazione che verrà segnalata all’Ispettorato del Lavoro per parziale retribuzione in nero.
Anche negli altri due esercizi, uno dei quali sempre in via Breglio, e l’altro in via Chiesa della Salute, sono state riscontrate violazioni in materia di HACCP, mancata etichettatura in lingua italiana, scarsa igiene di pareti e pavimenti, un frigorifero privo dei requisiti, con sanzioni complessive per il titolare per 11000 €; anche in questi esercizi erano presente estintori scaduti da diverso tempo.
Oltre alle sanzioni di natura pecuniaria, è al vaglio la complessa situazione per eventuali profili sia di natura penale che soprattutto amministrativi.
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Simone
3 Settembre 2026 at 14:04
Viene da dire che la ragazza è stata sfortunata perchè se i controlli fossero avvenuti poco prima non le sarebbe successo quello che le è successo.