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CronacaTorino

Arrestato nel Torinese, è accusato di violenza sessuale sulle tre nipoti

L’accusa è violenza sessuale aggravata e continuata

Gabriele Farina

Pubblicato

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CAVAGNOLO – Un uomo è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Cavagnolo con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti delle sue tre nipoti. Il provvedimento è arrivato all’inizio di settembre 2026 al termine di un’indagine condotta dai militari della stazione di Casalborgone.

L’inchiesta sarebbe partita alcune settimane fa dalla denuncia presentata dalla madre delle tre ragazze. A far emergere una vicenda che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbe protratta per anni è stata soprattutto la testimonianza della nipote maggiore, da poco diventata maggiorenne.

La denuncia dopo anni di silenzio

La giovane avrebbe raccontato ai carabinieri i presunti soprusi subiti fin dall’infanzia da parte dello zio, facendo emergere una situazione che avrebbe coinvolto anche le due sorelle minori.

Secondo l’ipotesi accusatoria, gli episodi sarebbero iniziati nel 2016, quando le tre ragazze erano ancora bambine, e sarebbero proseguiti fino a poche settimane prima della denuncia, in diversi comuni del territorio collinare.

Le presunte violenze sarebbero consistite in ripetuti comportamenti a sfondo sessuale. Secondo quanto riferito alle forze dell’ordine, per anni le ragazze non avrebbero parlato di quanto stava accadendo, anche a causa della paura e della pressione psicologica esercitata dall’uomo.

Le indagini dei carabinieri

Dopo la denuncia, i carabinieri della stazione di Casalborgone hanno avviato gli accertamenti per verificare il contenuto delle testimonianze e raccogliere elementi a loro riscontro. L’attività investigativa avrebbe consentito di ricostruire un quadro ritenuto sufficientemente grave da portare all’arresto dell’uomo, eseguito dai militari della stazione di Cavagnolo.

L’uomo, davanti alle accuse, si è proclamato completamente innocente.

Le contestazioni nei suoi confronti dovranno ora essere sottoposte alle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria. L’arresto e le accuse, dunque, non equivalgono a una condanna definitiva: la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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