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Ex Ilva, raddoppia la cassa integrazione: presidio dei lavoratori a Torino il 21 ottobre

La vertenza tornerà al centro del confronto istituzionale nei prossimi giorni

Gabriele Farina

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NOVI LIGURE – La decisione dell’amministrazione straordinaria di Ex Ilva di aumentare da 4.000 a oltre 8.000 il numero dei lavoratori coinvolti dalla cassa integrazione preoccupa i sindacati, che contestano il provvedimento e chiedono garanzie sul futuro degli stabilimenti, compresi quelli piemontesi.

Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil del Piemonte denunciano una scelta che, secondo le organizzazioni sindacali, contraddice gli impegni assunti nei giorni scorsi, mentre lavoratori e rappresentanze sindacali erano impegnati nella mobilitazione.

«Questo non è accettabile», affermano i sindacati, ribadendo la necessità che gli stabilimenti restino aperti. Tra quelli indicati come prioritari figurano Novi Ligure, Racconigi e la Sanac di Gattinara, realtà produttive piemontesi coinvolte nella vertenza.

Ex Ilva, i sindacati chiedono un piano industriale

Per Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, la cassa integrazione non può diventare la soluzione definitiva alla crisi, ma deve essere uno strumento temporaneo inserito in una strategia industriale precisa. Una strategia che, secondo i rappresentanti sindacali, finora non è stata presentata in modo chiaro e credibile.

La richiesta è quella di un piano strategico pluriennale, sostenuto da una presenza pubblica forte e capace di accompagnare la transizione ecologica senza compromettere i livelli occupazionali. Un percorso che, sottolineano i sindacati, deve tutelare anche il lavoro e le attività industriali in Piemonte.

Il 21 ottobre presidio davanti alla Regione Piemonte

La vertenza tornerà al centro del confronto istituzionale nei prossimi giorni. Un incontro a Palazzo Chigi è stato fissato per il 27 ottobre, mentre la Regione Piemonte ha convocato un tavolo per mercoledì 21 ottobre alle ore 9.

In occasione dell’incontro regionale, i lavoratori degli stabilimenti piemontesi Ex Ilva saranno presenti con un presidio nel piazzale antistante il Grattacielo della Regione, in piazza Piemonte a Torino. I manifestanti porteranno gli striscioni per chiedere risposte concrete sul futuro degli impianti e dell’occupazione.

La mobilitazione punta a mantenere alta l’attenzione sulla situazione del gruppo e sulle ricadute per il sistema produttivo regionale. La posizione delle organizzazioni sindacali è netta: senza un progetto industriale credibile, l’aumento della cassa integrazione rischia di aggravare l’incertezza per migliaia di lavoratori.

«Difendere il lavoro significa difendere il futuro industriale del Piemonte», concludono Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil regionali, ribadendo la richiesta che gli stabilimenti rimangano aperti.

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