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Torino, screening e cure per il diabete per le persone in condizioni di grave marginalità sociale

Il progetto è pensato per intercettare precocemente il diabete non diagnosticato tra le persone in difficoltà

Valentina Dattilo

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TORINO – Tra le mense sociali, nei dormitori, nelle strutture d’accoglienza temporanee e direttamente lungo i marciapiedi della città: l’obiettivo del nuovo progetto clinico-sociale promosso dalla Città di Torino, dall’ASL Città di Torino e dall’Ente Morale Società per gli Asili Notturni Umberto I è pensato per intercettare precocemente il diabete non diagnosticato tra le persone in condizioni di grave marginalità sociale.

La convenzione per la prima fase del progetto, approvata dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, avrà una durata di 12 mesi a partire dalla firma.

Una alleanza contro la fragilità

Per chi vive in strada o in situazioni abitative precarie, accedere alle cure primarie è una corsa a ostacoli. La mancanza di un medico di base, le barriere linguistiche, la scarsa alfabetizzazione sanitaria o semplicemente l’impossibilità di gestire autonomamente una terapia portano spesso a scoprire patologie croniche come il diabete solo quando si trasfomano in un’emergenza medica.

L’iniziativa punta a ribaltare questa logica puntando sulla prevenzione e sulla prossimità:

  • Pre-screening e test sul campo: attraverso questionari per rilevare i sintomi e test clinici rapidi, verranno individuati i soggetti con valori alterati o ad alto rischio direttamente nei luoghi di frequenza quotidiana.
  • Presa in carico e accompagnamento: chi risulterà a rischio non sarà lasciato solo. Verrà indirizzato e accompagnato presso la Struttura complessa di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell’ASL Città di Torino.
  • Continuità terapeutica: il percorso prevederà educazione sanitaria, orientamento e persino un servizio di ricontatto in caso di appuntamenti mancati, per garantire che nessuno “si perda” lungo il cammino di cura.

L’organizzazione sul territorio

L’iniziativa si basa su una stretta sinergia tra le istituzioni coinvolte. L’ASL Città di Torino metterà a disposizione un ambulatorio e uno sportello sociale dedicati presso la Casa di Comunità di Lungo Dora Savona 26, operativi due pomeriggi al mese con medici, infermieri e assistenti sociali.

Gli Asili Notturni Umberto I impiegheranno volontari formati per favorire l’accesso alle strutture di accoglienza e accompagnare i pazienti, creando un ponte costante tra la strada, lo screening e i servizi sanitari.

Il Comune di Torino integrerà il progetto nella rete del Piano Inclusione Sociale e dei servizi cittadini, lavorando in raccordo anche con l’Ambulatorio sociosanitario “Roberto Gamba” di via Sacchi.

L’andamento delle attività sarà costantemente monitorato da una Cabina di regia paritetica, con l’obiettivo di valutare i primi risultati al termine del primo anno e gettare le basi per una futura estensione dell’iniziativa.

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