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Asti, indetto lo sciopero generale degli studenti: vogliono un corteo pacifico, no a blitz e tensioni

L’appuntamento è fissato per venerdì 23 ottobre 2026

Chiara Scerba

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Immagine di Repertorio

ASTI – Dopo le scintille e le occupazioni registrate ultimamente a lato delle manifestazioni pacifiche, la mobilitazione studentesca vuole intraprendere la linea della distensione e distaccarsi dagli episodi di violenza. Su questa scia, anche ad Asti è stato indetto per la mattinata di venerdì 23 ottobre un corteo di protesta.

Al centro delle rivendicazioni figurano lo storico tema del costo eccessivo dei testi scolastici fino alla richiesta di edifici più sicuri, di maggiori investimenti nell’istruzione pubblica e di una netta inversione di tendenza sui fondi destinati alle spese militari.

L’approccio astigiano

Ciò che appunto caratterizza l’appuntamento astigiano, è la netta presa di distanza da qualsiasi forma di violenza o scontro, sancita dagli stessi studenti promotori attraverso un decalogo di regole ferree diffuso negli istituti, che di seguito vi riportiamo:

  • Niente occupazioni o blitz: «Non entreremo con la forza da nessuna parte».

  • Zero blocchi agli ingressi: Nessuna catena umana per impedire l’accesso a chi sceglie di non protestare o di entrare regolarmente in classe.

  • Tolleranza zero per vandalismi e scontri: Vietato l’uso della forza o il danneggiamento di edifici pubblici, con un richiamo esplicito al rispetto nei confronti delle forze dell’ordine.

  • Bando alla politica: Gli organizzatori consigliano di non portare bandiere di partito o simboli politici di alcun genere, ribadendo che l’obiettivo è una protesta civica aperta a tutti, fondata sul rispetto reciproco, sulla tutela dell’ambiente e sul rifiuto di ogni forma di violenza verbale o fisica.

Una lotta ideologica è possibile e il corteo, che partirà venerdì da piazza Roma alle 9:00, probabilmente ne sarà la prova.

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