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Ex Ilva: tavolo congiunto tra Piemonte e Liguria su occupazione e futuro degli stabilimenti

Dal tavolo al Grattacielo Piemonte un documento unitario da inviare alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al MIMIT

Valentina Dattilo

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TORINO – Si è tenuto oggi al Grattacielo Piemonte – con la Regione Liguria collegata da remoto – un fondamentale tavolo di confronto istituzionale dedicato al futuro e alla salvaguardia occupazionale dei siti ex Ilva. Al centro del dibattito, il destino degli stabilimenti di Novi Ligure, Racconigi, Gattinara, Genova Cornigliano e Vado Ligure.

L’incontro, promosso congiuntamente dalle due Regioni, ha visto una partecipazione corale di vertici politici, amministratori locali e parti sociali. Tra i presenti:

  • Per le Regioni: Alberto Cirio (Presidente Regione Piemonte), Marco Bucci (Presidente Regione Liguria), Maurizio Marrone (Vicepresidente e Assessore al Lavoro del Piemonte), Daniela Cameroni (Formazione, Piemonte), Enrico Bussalino (Enti Locali, Piemonte), Alessio Piana (Sviluppo Economico, Liguria) e Paolo Ripamonti (Rapporti con i Sindacati, Liguria).
  • Per gli Enti Locali e Province: Silvia Salis (Sindaca di Genova) con il vice Alessandro Terrile, Rocchino Muliere (Novi Ligure), Valerio Oderda (Racconigi), Maria Vittoria Casazza (Gattinara), oltre ai rappresentanti delle Province di Alessandria, Cuneo e Vercelli.
  • Parti Sociali e Aziendali: I commissari di Ilva in A.S., i vertici di Acciaierie d’Italia in A.S., le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria.

Prospettive di ripartenza a febbraio

Durante il vertice, i commissari straordinari e i vertici aziendali hanno illustrato la situazione dell’impianto di Taranto – in attesa della pronuncia della Corte di Cassazione – e i piani di rilancio per le sedi del Nord-Ovest.

Secondo quanto riferito dall’azienda, la ripresa produttiva negli stabilimenti di Novi Ligure e Genova potrebbe scattare già a febbraio, favorita dai nuovi approvvigionamenti annunciati dal Governo.

Ex Ilva, i numeri del Piemonte e della Liguria

In Piemonte, la vertenza ex Ilva coinvolge complessivamente 614 lavoratori, di cui 542 nello stabilimento di Novi Ligure e 72 in quello di Racconigi.

In Liguria il fermo riguarda oggi 280 dei 917 lavoratori dello stabilimento genovese di Cornigliano (con la nuova istanza si arriverebbe a 870) e tutti i 193 lavoratori Ilva in amministrazione straordinaria. La capacità produttiva è ferma al 38% del potenziale, con la possibilità che gli attuali volumi possano aumentare notevolmente con un minimo di investimenti e interventi manutentivi.

Per 585 lavoratori dei siti piemontesi è stato richiesto un nuovo intervento di cassa integrazione, che interessa 515 dipendenti a Novi Ligure e 70 a Racconigi. A questo quadro si aggiunge la situazione dello stabilimento Sanac di Gattinara, che occupa circa 55 lavoratori, di cui 50 in cassa integrazione. Nonostante sia in corso una trattativa finalizzata al rilancio dell’azienda, permane una forte preoccupazione per il crescente ricorso alla cassa integrazione e per le ricadute della crisi complessiva dell’ex Ilva sugli stabilimenti piemontesi e sulle realtà produttive a essa collegate.

Per quanto riguarda la Liguria, al quadro esposto si aggiunge la situazione dello stabilimento Sanac di Vado Ligure, che occupa circa 50 dipendenti, tutti in cassa integrazione.

Un documento condiviso

Dal confronto è emersa una posizione comune, formalizzata in un documento unitario che sarà trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che individua cinque punti per garantire la continuità produttiva degli stabilimenti e tutelare i lavoratori, preservano una prospettiva industriale concreta per i territori coinvolti.

1. Unità del gruppo, ma non esclusività delle forniture

Il primo punto riguarda la volontà di mantenere l’unità del gruppo siderurgico a livello nazionale. Questo però non deve precludere agli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Racconigi la possibilità di rifornirsi di materie prime anche da fonti esterne a Taranto, superando qualsiasi vincolo di esclusività che possa comprometterne l’operatività.

2. Predisposizione piano ordini

La seconda richiesta è quella è che venga predisposto e illustrato alle amministrazioni regionali e comunali interessate un piano operativo di ordini e acquisti per Genova, Novi Ligure e Racconigi che dimostri concretamente la sostenibilità delle prospettive di approvvigionamento, sia da Taranto sia da fornitori esterni.

3. Parità di tutela per i lavoratori dell’indotto

Sul fronte occupazionale, Piemonte e Liguria chiedono tutela anche per i lavoratori dell’indotto, così come avviene in Puglia. Parità di trattamento, insomma, affinché siano garantite le medesime tutele a tutti i territori coinvolti nella crisi.

4. Anticipo della cassa integrazione

Particolare attenzione è stata inoltre riservata alla continuità del reddito dei lavoratori in cassa integrazione. Regione Piemonte e Regione Liguria sono pronta ad attivare da subito, in caso di necessità, la misura che prevede un meccanismo di anticipazione della cassa integrazione per permettere ai lavoratori di ricevere tempestivamente le somme spettanti, evitando che i ritardi nell’erogazione degli ammortizzatori sociali possano lasciare le famiglie senza reddito anche per un solo mese.

5. Tavolo congiunto permanente

Infine, è stata condivisa la volontà di rendere permanente il tavolo congiunto Piemonte-Liguria, che continuerà a riunirsi per tutta la durata della crisi, fino all’individuazione di una nuova proprietà, mantenendo costante il confronto tra istituzioni, rappresentanze sindacali e territori interessati.

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