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In Piemonte c’è un “vulcano” che non sembra un vulcano: la storia di Balmuccia

In Piemonte, c’è un luogo che permette agli scienziati di studiare da vicino ciò che avveniva nelle profondità di un antico sistema vulcanico

Gabriele Farina

Pubblicato

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Foto www.sesiavalgrandegeopark.it

BALMUCCIA – Non ci sono crateri. Non ci sono colate di lava. Non esce fumo dalla montagna.

Eppure, in Piemonte, c’è un luogo che permette agli scienziati di studiare da vicino ciò che avveniva nelle profondità di un antico sistema vulcanico.

Si trova in Valsesia, nei dintorni di Balmuccia.

Ed è uno dei luoghi geologicamente più sorprendenti delle Alpi.

Un vulcano che non esiste più

Per capire la storia di Balmuccia bisogna tornare indietro di milioni di anni.

Allora questa parte delle Alpi era completamente diversa da come la vediamo oggi.

Le rocce che affiorano nella zona appartengono alla cosiddetta Zona Ivrea-Verbano, una delle aree geologiche più interessanti d’Europa.

Qui l’erosione e i grandi processi che hanno modellato le Alpi hanno portato in superficie rocce che un tempo si trovavano a diversi chilometri di profondità.

È come se la montagna avesse aperto una finestra sul proprio passato.

La cosa incredibile è ciò che possiamo vedere

Normalmente, quando si studia un vulcano, si osservano le rocce che si sono formate vicino alla superficie.

A Balmuccia, invece, è possibile studiare rocce che si sono formate molto più in profondità, all’interno del sistema magmatico.

Tra queste ci sono le cosiddette rocce della Zona Ivrea-Verbano, che hanno attirato per decenni l’attenzione dei geologi di tutto il mondo.

Il motivo è semplice: rappresentano una sorta di laboratorio naturale.

Una finestra sulle profondità della Terra

Immaginiamo un vulcano. Sopra c’è il cratere.

Sotto, però, esiste un sistema molto più complesso: camere magmatiche, condotti e rocce attraversate dal magma.

Normalmente non possiamo vedere queste strutture perché si trovano a grandi profondità.

A Balmuccia, invece, alcuni processi geologici hanno fatto emergere rocce che appartenevano proprio a quelle zone profonde.

Per questo il luogo è diventato particolarmente importante per la ricerca scientifica.

Perché si trova proprio qui?

La spiegazione è legata alla formazione delle Alpi.

Quando il continente africano e quello europeo entrarono in collisione, milioni di anni fa, le rocce furono sottoposte a pressioni enormi.

La crosta terrestre venne deformata, sollevata e profondamente modificata.

L’erosione fece poi il resto, portando progressivamente verso la superficie materiali che un tempo si trovavano molto più in profondità.

Il risultato è un paesaggio che, oltre alla sua bellezza, racconta la storia geologica della Terra.

Balmuccia è conosciuta in tutto il mondo dagli studiosi

Per chi passa in Valsesia potrebbe sembrare semplicemente una piccola località di montagna.

Per i geologi, invece, il nome Balmuccia è molto più familiare.

Le rocce della zona sono state utilizzate per studiare il comportamento del magma, la formazione della crosta terrestre e i processi che avvengono nelle profondità di un sistema magmatico.

È anche per questo che Balmuccia compare nella letteratura scientifica internazionale.

Il “vulcano” sotto i nostri piedi

La parte più affascinante della storia è proprio questa.

Quando guardiamo le montagne della Valsesia vediamo soltanto la superficie.

Ma quelle rocce raccontano un mondo completamente diverso.

Raccontano un’epoca in cui, milioni di anni fa, il magma si muoveva nelle profondità della Terra.

E raccontano anche quanto sia cambiato il paesaggio da allora.

Il vulcano che oggi non vediamo più è, in qualche modo, ancora lì.

Non nella forma che immaginiamo quando sentiamo questa parola.

Ma nelle rocce che sono rimaste come testimonianza di quella storia.

Un luogo apparentemente normale

È forse questo il motivo per cui Balmuccia è una storia perfetta per il Piemonte.

Non serve un paesaggio spettacolare per nascondere qualcosa di straordinario.

A volte basta una montagna apparentemente normale.

Sotto la superficie, però, possono esserci milioni di anni di storia della Terra.

E in Valsesia quella storia è ancora leggibile.

A Balmuccia il vulcano non si vede. Ma, in un certo senso, è proprio questo il bello: ciò che possiamo osservare è quello che un tempo si trovava nelle sue profondità.

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