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CronacaTorino

Arrestata una coppia torinese per truffa sul “bonus facciate”, sequestrati beni per un milione e mezzo di euro

I due, titolari di una società di amministrazione di condomini, emettevano fatture per lavori edilizi mai effettuati

Marco Lovisolo

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TORINO – Emettevano fatture per lavori mai eseguiti, solo per ottenere i crediti d’imposta. Due coniugi sono stati arrestati dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta “Lavori assembleari”, coordinata dalla procura torinese, volta a indagare sull’illecito ricorso all’agevolazione fiscale del “bonus facciate”.

La coppia – 50 anni lui, 60 lei, originari di Torino e residenti nel capoluogo – era titolare di una società di amministrazione condominiale.

Coniugi favoriti da un tecnico compiacente

Grazie all’analisi dei documenti, dei rapporti finanziari e alle perquisizioni eseguite, i finanzieri hanno individuato quattro imprese, tutte riconducibili ai due coniugi, che avevano emesso fatture per lavori edilizi mai effettuati, finalizzate esclusivamente al conseguimento dei crediti d’imposta.

In particolare, le Fiamme Gialle hanno individuato circa 2 milioni di euro di crediti fiscali fittizi, relativi all’esecuzione di lavori di rifacimento facciate. I coniugi erano favoriti nei loro illeciti da un compiacente tecnico abilitato e autorizzati, in alcuni casi, da delibere condominiali risultate false o inesistenti e, in un caso, concordate con un condòmino.

L’utilizzo dei crediti maturati illecitamente

I crediti sono stati successivamente utilizzati in parte per compensare debiti tributari di persone fisiche e giuridiche contigue ai due coniugi e, per la restante parte, monetizzati mediante cessione a terzi per l’acquisto di immobili in Piemonte e Liguria, formalmente intestati a un proprio familiare.

Le accuse e il carcere

I presunti autori sono stati segnalati alla procura e dovranno rispondere, a vario titolo, delle ipotesi di reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio, riciclaggio e favoreggiamento personale.

Il gip ha inoltre disposto la custodia cautelare in carcere dei due coniugi ed emesso un decreto di sequestro preventivo sino a concorrenza dei crediti fiscali indebitamente originati, ad esito del quale sono stati sottoposti a vincolo reale crediti d’imposta, disponibilità finanziarie, beni immobili e beni mobili registrati (risultati, in taluni casi, fittiziamente intestati a parenti, ma nella piena disponibilità degli ideatori della frode), per un valore complessivo di oltre un milione e mezzo di euro.

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