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Il Castello di Gorzegno, dalle fortificazioni medievali alla rovina: la storia di un’antica dimora delle Langhe
La sua storia si inserisce in un territorio in cui borghi, chiese, antiche architetture in pietra e paesaggi collinari conservano tracce di epoche differenti
GORZEGNO – Sulle colline dell’Alta Langa, in provincia di Cuneo, i resti di un antico castello raccontano una storia che attraversa quasi un millennio. È il Castello di Gorzegno, storica dimora dei marchesi Del Carretto, oggi ridotto a rudere ma ancora riconoscibile nel profilo del borgo e nel paesaggio della Valle Bormida.
La struttura sorge su un’altura a sud-est del centro abitato, in una posizione dominante che in origine aveva una precisa funzione strategica. Quello che oggi appare come un insieme di mura scoperte, torri mutilate e pietre avvolte dalla vegetazione era un tempo un complesso fortificato, trasformato progressivamente da presidio difensivo in residenza signorile.
Le origini medievali e la famiglia Del Carretto
Le origini del castello vengono fatte risalire, con buona probabilità, al XII secolo, intorno all’anno 1100. La tradizione locale collega la prima fortificazione a Bonifacio del Vasto, antenato dei marchesi Del Carretto, famiglia che avrebbe segnato profondamente la storia di Gorzegno e di una parte delle Langhe.
Il primo nucleo comprendeva una torre-porta e un torrione residenziale, inseriti in un impianto già vicino al perimetro dell’edificio che sarebbe arrivato fino ai giorni nostri. Nel corso dei secoli la struttura venne ampliata, con l’aggiunta di nuovi ambienti abitativi e della torre maestra, della quale sono ancora visibili alcuni resti.
Il castello non era soltanto un punto di controllo del territorio. La sua posizione consentiva di sorvegliare una parte della valle e dei possedimenti della famiglia marchionale, in un’epoca in cui il controllo delle vie di comunicazione e delle risorse locali rappresentava un elemento fondamentale del potere.
Da fortezza a palazzo signorile
La trasformazione più significativa arrivò tra il XV e il XVI secolo. In particolare, intorno al 1580, il complesso assunse l’aspetto di un palazzo fortificato, dotato di quattro torri angolari a pianta quadrata.
Le esigenze difensive continuarono a convivere con quelle residenziali. Accanto alle strutture militari trovarono spazio ambienti destinati alla vita quotidiana della famiglia, con logge sovrapposte, archi e colonne che conferivano all’edificio un carattere più elegante e rappresentativo.
Le testimonianze storiche descrivono una dimora di notevole ricchezza, con sale decorate e spazi residenziali che contrastano con l’immagine attuale del castello. Della struttura originaria restano soprattutto le tracce architettoniche che permettono di intuire le dimensioni e l’organizzazione del complesso.
I danni, l’abbandono e la perdita dell’antico splendore
Il declino del castello fu graduale. Secondo le ricostruzioni storiche locali, l’edificio subì danni e saccheggi tra il Seicento e il Settecento, in un periodo segnato dai conflitti che interessarono anche questo territorio. Nonostante le trasformazioni e i tentativi di recupero, la costruzione perse progressivamente la propria funzione e il suo aspetto originario.
Una delle particolarità della sua storia è che il castello rimase abitato fino al 1860 circa, quando le condizioni dell’edificio divennero ormai incompatibili con un utilizzo residenziale. Da allora il degrado ha continuato a modificare le strutture, lasciando emergere soltanto una parte dell’antico complesso.
Oggi sono riconoscibili i resti della torre maestra, alcuni tratti delle torri angolari e parti del settore residenziale, compreso un loggiato. Sopravvivono anche elementi decorativi e costruttivi, come gli archetti ciechi e le tracce della merlatura, che conservano la memoria dell’architettura medievale e delle successive trasformazioni.
Un patrimonio storico da tutelare
Il Castello di Gorzegno è stato inserito nella Lista Rossa di Italia Nostra, lo strumento con cui l’associazione segnala beni culturali a rischio. Nella scheda aggiornata nel 2021, il complesso viene descritto in condizioni conservative molto precarie, con lesioni alle murature, crolli, assenza di coperture e vegetazione infestante.
Il valore storico del sito è riconosciuto anche dal vincolo di interesse culturale, risalente al 1945. La sua importanza non riguarda soltanto la storia locale: il castello costituisce un esempio dell’evoluzione delle architetture fortificate piemontesi, nate con funzioni difensive e trasformate nel tempo in residenze signorili.
Le informazioni pubblicate da Italia Nostra segnalano inoltre che le condizioni strutturali non consentono l’accesso all’area interna. È quindi importante distinguere la possibilità di avvicinarsi al complesso dalla possibilità di visitarlo: occorre attenersi alle indicazioni e alle eventuali limitazioni stabilite sul posto.
Il castello e il borgo di Gorzegno
Il rudere resta uno dei luoghi simbolo di Gorzegno, piccolo centro dell’Alta Langa affacciato sulla Valle Bormida. La sua storia si inserisce in un territorio in cui borghi, chiese, antiche architetture in pietra e paesaggi collinari conservano tracce di epoche differenti.
Il Comune indica l’area del castello e la vicina chiesa sconsacrata di San Martino anche come spazi per iniziative culturali, mostre d’arte contemporanea e appuntamenti estivi. Il progetto di valorizzazione del borgo dimostra come un luogo segnato dal degrado possa mantenere una funzione nella vita della comunità, oltre il suo interesse storico e architettonico.
Le rovine del Castello di Gorzegno non restituiscono più l’immagine della residenza che fu. Ne conservano però la posizione, le forme e alcuni dettagli, sufficienti a ricostruire idealmente il passaggio da fortezza medievale a palazzo signorile. È questa stratificazione, insieme al legame con la storia dei Del Carretto, a rendere il complesso una testimonianza importante del passato delle Langhe.
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