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La ferrovia fantasma che attraversava le campagne del Piemonte: storia dimenticata della Moretta-Cavallermaggiore

La ferrovia Moretta-Cavallermaggiore venne inaugurata il 17 maggio 1886 e aveva una lunghezza complessiva di circa 15 chilometri

Gabriele Farina

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Foto Marengo dal gruppo Ferrovie Airasca Moretta Saluzzo e Moretta Cavallermaggiore

MORETTA – Tra cascine isolate, ponti in mattoni nascosti dalla vegetazione e vecchie stazioni abbandonate nel silenzio della pianura cuneese, esiste una ferrovia piemontese quasi scomparsa dalla memoria collettiva. È la linea Moretta-Cavallermaggiore, un tratto ferroviario inaugurato nel 1886 e chiuso appena settant’anni dopo, oggi ridotto a sterrate di campagna, reliquati ferroviari e fabbricati dimenticati.

Eppure, per decenni, questa linea fu un collegamento strategico tra il Torinese, il Saluzzese e il basso Piemonte, parte di un asse trasversale che univa Moretta a Bra, Alba e Alessandria. Una storia che oggi torna a incuriosire appassionati di ferrovie dismesse, fotografi urbex e chi cerca luoghi insoliti in Piemonte.

Quando il treno cambiò la pianura tra Moretta e Cavallermaggiore

La ferrovia Moretta-Cavallermaggiore venne inaugurata il 17 maggio 1886 e aveva una lunghezza complessiva di circa 15 chilometri. Costituiva il secondo tronco dell’antica Airasca-Cavallermaggiore e faceva parte di una direttrice ferroviaria molto più ampia che collegava il Piemonte occidentale con Alba e Alessandria.

All’epoca, il treno rappresentava la vera rivoluzione per i piccoli comuni agricoli della pianura cuneese. Le stazioni di Villanova Solaro e Cavallerleone divennero punti vitali per il trasporto di persone, merci agricole e bestiame, mentre Moretta assumeva un ruolo strategico di diramazione ferroviaria.

La costruzione della linea, però, fu tutt’altro che semplice.

Le polemiche sul tracciato e il “caso Murello”

Uno degli episodi più curiosi riguarda il Comune di Murello. Durante la progettazione della ferrovia, nel 1882, nacquero forti tensioni tra i comuni coinvolti sul percorso del tracciato e sulla ripartizione dei costi. Le dispute portarono addirittura all’esclusione di Murello dal consorzio ferroviario e alla modifica del percorso a favore di Villanova Solaro.

Nonostante questo, fu comunque prevista una fermata per Murello, anche se lontana dal centro abitato, nella zona dei Tetti Spertini. Una fermata particolare, destinata a diventare quasi leggendaria: secondo le testimonianze riportate nei documenti storici, dopo la soppressione ufficiale il treno rallentava ancora occasionalmente per permettere la discesa di giovani militari diretti verso il paese.

I ponti monumentali nascosti nella campagna

Anche se oggi la linea è quasi completamente sparita, alcuni elementi raccontano ancora l’importanza ingegneristica dell’opera.

Lungo il tracciato esistevano due grandi ponti in muratura:

  • il ponte sul torrente Varaita, composto da tre archi da 12 metri;
  • il ponte sul torrente Maira, con tre archi da 17 metri e oltre 56 metri di lunghezza complessiva.

A questi si aggiungevano oltre cento ponticelli minori, caselli ferroviari, passaggi a livello e strutture di servizio disseminate nella campagna tra Moretta, Villanova Solaro, Murello e Cavallerleone.

Per una ferrovia locale di fine Ottocento, era un’infrastruttura sorprendentemente complessa.

Le locomotive a vapore e i viaggi nella nebbia piemontese

Sulla linea circolavano locomotive a vapore dei gruppi 875 e 880 provenienti dal deposito di Cuneo. I convogli che arrivavano da Alessandria, Alba e Bra cambiavano locomotiva proprio lungo questo asse ferroviario.

Immaginare oggi quei treni a vapore attraversare la pianura tra campi, cascine e nebbia restituisce l’atmosfera di un Piemonte rurale ormai scomparso.

Per decenni, la linea fu utilizzata da pendolari, militari, commercianti e agricoltori. Ma nel secondo dopoguerra il destino della ferrovia cambiò rapidamente.

La chiusura nel 1959 e la ferrovia cancellata

La Moretta-Cavallermaggiore venne chiusa al traffico nel 1959 e formalmente soppressa nel 1961.

Come accadde per molte linee secondarie italiane, l’avvento dell’automobile e del trasporto su gomma rese la ferrovia progressivamente meno redditizia. I binari vennero smantellati e gran parte del sedime ferroviario fu trasformato in strade rurali o inglobato nei terreni agricoli.

Oggi, in diversi punti del tracciato, la vecchia ferrovia è quasi irriconoscibile. La vegetazione ha coperto i resti dei rilevati ferroviari e molte strutture risultano abbandonate o trasformate in abitazioni private.

Le stazioni fantasma esistono ancora

Nonostante il tempo trascorso, alcune testimonianze della linea sono ancora visibili.

La vecchia stazione di Villanova Solaro, inaugurata nel 1886, esiste ancora, anche se profondamente modificata e trasformata in abitazione privata.

Più suggestiva è la situazione della stazione di Cavallerleone, isolata nella campagna vicino alla cascina Comba. Il fabbricato viaggiatori, un tempo caratterizzato da murature in mattoni a vista e tetto a quattro falde, risultava già in condizioni molto precarie durante i rilievi effettuati negli anni scorsi: parte della copertura era crollata e l’edificio veniva descritto come inagibile.

Accanto alla stazione resiste ancora persino il piccolo fabbricato dei servizi igienici ferroviari, dettaglio rarissimo per linee secondarie ormai dismesse.

Dove passa oggi l’antica ferrovia

Chi percorre oggi le strade tra Moretta, Villanova Solaro e Cavallerleone spesso non si accorge di attraversare l’antico sedime ferroviario.

In alcuni punti, però, il passato riaffiora chiaramente:

  • vecchie case cantoniere in mattoni;
  • ponti ferroviari nascosti tra gli alberi;
  • rilevati artificiali nella campagna;
  • fabbricati di stazione sopravvissuti al tempo;
  • tratti sterrati che seguono perfettamente il vecchio percorso dei binari.

È una delle tante “ferrovie fantasma” piemontesi, ma anche una delle più affascinanti perché attraversa territori poco urbanizzati dove il paesaggio conserva ancora molte tracce dell’Ottocento ferroviario.

Perché oggi la Moretta-Cavallermaggiore interessa sempre più persone

Negli ultimi anni cresce l’interesse verso le linee ferroviarie dismesse italiane. Escursionisti, cicloturisti, fotografi e appassionati di storia locale cercano percorsi alternativi, luoghi dimenticati e itinerari lontani dal turismo di massa.

La Moretta-Cavallermaggiore ha tutte le caratteristiche perfette per diventare un caso simbolo:

  • storia industriale piemontese;
  • archeologia ferroviaria;
  • paesaggi rurali autentici;
  • edifici abbandonati;
  • memoria locale;
  • fascino delle infrastrutture scomparse.

E forse è proprio questo il suo fascino più grande: essere una ferrovia quasi cancellata, ma non del tutto sparita.

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