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Curiosità Cultura Torino

Il Politeama Chiarella, il teatro scomparso che fece grande Torino

La famiglia Chiarella aveva costruito un vero impero teatrale

Gabriele Farina

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TORINO – Prima delle bombe della Seconda guerra mondiale, prima della televisione e dei grandi palazzetti dello spettacolo, Torino aveva un luogo capace di ospitare oltre duemila spettatori e di offrire lirica, prosa, concerti, operette, varietà, circo e perfino cinema. Era il Politeama Chiarella, uno dei più importanti teatri popolari della città, oggi quasi dimenticato ma fondamentale nella storia culturale torinese.

Un teatro nato nel cuore di San Salvario

Il Politeama Chiarella venne inaugurato il 17 ottobre 1908 nel quartiere San Salvario, nell’isolato compreso tra via Principe Tommaso e via Baretti, alle spalle della sinagoga. A realizzarlo furono i fratelli Achille e Giovannino Chiarella, figli dell’impresario teatrale Daniele Chiarella, una delle figure più influenti dello spettacolo italiano tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

La famiglia Chiarella aveva costruito un vero impero teatrale. Originari di Genova, i fratelli trasferirono gran parte delle loro attività a Torino, trasformandosi in protagonisti assoluti della vita culturale cittadina. Il Politeama fu dedicato proprio alla memoria del padre Daniele e rappresentò il simbolo della loro ascesa imprenditoriale.

Il “teatro del popolo”

Diversamente dai teatri più aristocratici come il Regio o il Carignano, il Politeama Chiarella nacque con una vocazione popolare. La sua enorme sala poteva accogliere circa 2.200 persone ed era caratterizzata da eleganti decorazioni in bianco e oro, con poltrone di velluto rosso.

La programmazione era estremamente varia. Sul suo palcoscenico si alternavano opere liriche, spettacoli di prosa, operette, balletti, concerti, riviste, varietà, esibizioni circensi, conferenze e proiezioni cinematografiche. Un’offerta culturale ampia che consentiva a un pubblico molto vasto di avvicinarsi allo spettacolo dal vivo.

Proprio questa capacità di mescolare generi diversi fece del Politeama una realtà unica nella Torino del primo Novecento, contribuendo a democratizzare l’accesso alla cultura in un periodo di profonde trasformazioni sociali.

Sul palco i grandi nomi del Novecento

Nel corso della sua storia il teatro ospitò alcuni dei più importanti artisti dell’epoca. Tra questi figurano la celebre attrice Eleonora Duse e la leggendaria Sarah Bernhardt, protagoniste della scena internazionale.

Il Politeama fu anche teatro di eventi destinati a entrare nella storia culturale italiana. Nel 1910 vi si svolse una celebre serata futurista alla presenza di Filippo Tommaso Marinetti e Umberto Boccioni. Fu proprio in quell’occasione che vennero presentate alcune delle idee che avrebbero contribuito a diffondere il movimento futurista nel Paese.

Negli anni successivi il teatro continuò a essere un punto di riferimento della vita culturale torinese, ospitando eventi e artisti di fama nazionale e internazionale. Secondo le testimonianze storiche, vi si svolse anche l’ultima apparizione teatrale di Eleonora Duse nel 1922.

L’impero teatrale dei Chiarella

Il successo del Politeama consolidò ulteriormente il potere della famiglia Chiarella nel mondo dello spettacolo. Nel 1912 i fratelli acquistarono anche il prestigioso Teatro Carignano, entrando definitivamente nell’élite culturale cittadina.

La loro influenza era tale da essere considerati tra i maggiori impresari teatrali italiani. Gli studiosi ricordano come i Chiarella fossero coinvolti nella gestione di numerose compagnie e sale teatrali, tanto da essere accusati da alcuni osservatori dell’epoca di esercitare una sorta di monopolio sul mondo dello spettacolo.

La distruzione durante la guerra

La parabola del Politeama Chiarella si concluse tragicamente durante la Seconda guerra mondiale. Nella notte del 20 novembre 1942 il teatro venne colpito e completamente distrutto durante uno dei bombardamenti alleati che devastarono Torino.

Dell’imponente edificio non rimase praticamente nulla. Con la sua scomparsa Torino perse uno dei luoghi simbolo della propria vita culturale e sociale.

Una memoria ritrovata

Per molti decenni il ricordo del Politeama Chiarella è rimasto confinato agli studiosi e agli appassionati di storia cittadina. Nel 2017 la Città di Torino ha però voluto rendere omaggio a questo importante capitolo della cultura torinese con una targa commemorativa collocata in via Principe Tommaso, nel luogo dove sorgeva il teatro.

Oggi il Politeama Chiarella continua a vivere nelle fotografie d’epoca, nei documenti conservati dal Centro Studi del Teatro Stabile e nei ricordi tramandati dagli storici dello spettacolo. La sua storia racconta una Torino che voleva portare il teatro a tutti, trasformando la cultura in un patrimonio condiviso e accessibile.

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