Curiosità Sport Torino
Quando a Torino c’era lo stadio più grande del mondo: la storia dello Stadium
Lo Stadium fu un esperimento visionario: troppo grande e troppo avanzato per il suo tempo, ma capace di lasciare un’impronta duratura nella storia della città
TORINO – Nel cuore della Torino di inizio Novecento sorse una struttura destinata a segnare un’epoca: lo Stadium, un impianto monumentale oggi scomparso ma fondamentale per comprendere l’evoluzione dello sport e degli spazi pubblici in città.
Lo Stadium di Torino: un gigante dimenticato dello sport italiano
Costruito nel 1911 in occasione dell’Esposizione Internazionale di Torino del 1911, lo Stadium rappresentò uno dei più ambiziosi progetti sportivi dell’Italia dell’epoca. Situato nell’area compresa tra corso Duca degli Abruzzi, corso Einaudi, corso Castelfidardo e corso Montevecchio, nacque come struttura polifunzionale, anticipando di decenni il concetto moderno di “impianto sportivo integrato”.
Una struttura all’avanguardia
Dal punto di vista architettonico, lo Stadium era un’opera imponente e innovativa:
Dimensioni: lungo 361 metri e largo 204, con una superficie interna superiore ai 73.000 m²
Capienza: circa 40.000 posti a sedere, con stime che arrivano fino a 80.000 spettatori complessivi
Materiali: tra i primi edifici in Italia realizzati in calcestruzzo armato, una tecnologia allora pionieristica
Configurazione: gradinate continue con due emicicli, palco reale e un camminamento panoramico sulla sommità
Un elemento innovativo era la presenza di sedili in legno fissati ogni tre gradini, una soluzione più confortevole rispetto agli spalti “a gradoni” tipici dell’epoca.
L’impianto non era solo uno stadio: includeva palestre, sale per scherma e pugilato, ristorante, infermeria, dormitori per atleti e persino scuderie, configurandosi come una vera cittadella dello sport.

Le attività sportive e gli eventi
Lo Stadium fu concepito come spazio polivalente e ospitò una grande varietà di discipline:
Ginnastica: protagonista assoluta dell’inaugurazione, con un saggio di circa 6.000 allievi
Equitazione: sede del Concorso Ippico Internazionale del 1911
Calcio: ospitò alcune partite della nazionale italiana tra il 1913 e il 1915
Sport indoor: pugilato, scherma, ginnastica artistica nelle strutture interne
Ma la vocazione dello Stadium andava oltre lo sport. Nei suoi primi decenni fu anche teatro di:
- eventi militari e celebrazioni pubbliche
- spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche
- gare ciclistiche e automobilistiche
- mostre e grandi manifestazioni, come il Salone della Meccanica del 1923
Perfino il cinema trovò spazio qui: nel 1913 la casa di produzione Savoia Film utilizzò lo Stadium per girare il kolossal In hoc signo vinces.
Record e primati
Lo Stadium vantava numeri e caratteristiche che lo resero unico:
- Fu uno degli stadi più grandi del mondo al momento della costruzione, superando per dimensioni alcuni impianti di Londra e Atene
- Fu il primo impianto sportivo italiano dotato di illuminazione elettrica
- Rappresentò il primo grande esempio di struttura multisportiva moderna in Italia
Durante l’inaugurazione, l’affluenza di pubblico fu tale da superare, secondo cronache dell’epoca, quella di alcune edizioni dei Giochi Olimpici.
Declino e scomparsa
Nonostante la grandiosità, lo Stadium mostrò presto i suoi limiti. Le dimensioni eccessive rendevano difficile la visibilità durante le partite di calcio, e già negli anni Venti le principali squadre torinesi si spostarono in impianti più funzionali.
Con l’apertura nel 1933 dello stadio Municipale (oggi Stadio Olimpico Grande Torino), lo Stadium entrò in una fase di declino:
- chiuso definitivamente nel 1938
- utilizzato per scopi militari durante la Seconda guerra mondiale
- demolito tra il 1945 e il 1946
L’area venne poi urbanizzata, ospitando tra l’altro il Politecnico di Torino e altri edifici scolastici.
Un’eredità ancora visibile
Anche se oggi non ne resta traccia fisica, lo Stadium rappresenta una tappa fondamentale nella storia urbana e sportiva di Torino. Fu il primo grande contenitore di eventi di massa, anticipando il ruolo che gli stadi avrebbero assunto nel Novecento: non solo luoghi di sport, ma spazi sociali, culturali e mediatici.
In un certo senso, lo Stadium fu un esperimento visionario: troppo grande e troppo avanzato per il suo tempo, ma capace di lasciare un’impronta duratura nella storia della città.
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