Ultimo aggionamento: 05-08-2015 - 11:5 | Oggi: cto incendio polo reale

Durante il 16esimo convegno nazionale del gruppo di studio di dialisi peritoneale che si svolge oggi ad Alba e prosegue fino a domani, si porta la tecnologia a casa dei pazienti per curarli senza cambiar loro abitudini e stile di vita. A casa del paziente una postazione mobile collegata ad internet con un monitor acceso ed una telecamera da videosorveglianza attiva 24 ore. Dall’altra parte, un medico o un infermiere che, a seconda delle necessità, sono pronti a controllare gestire ed eventualmente intervenire in video. Così anche le più piccole problematiche legate alla dialisi domiciliare, vengono risolte consentendo un contatto diretto al paziente con il centro di cura del proprio ospedale. Una 'rivoluzione digitale' che presto potrà cambiare la vita e la quotidianità di quei pazienti anziani che non possono rimanere a domicilio perché non sono in grado di provvedere autonomamente alle procedure dialitiche e non hanno un partner o un persona che li possa aiutare in queste incombenze e che ora è in fase sperimentale in Piemonte. Qui ad essere in prima linea sono il centro di Alba che sta coinvolgendo i suoi primi 6 pazienti. Un supporto, quello del web, fondamentale per lo sviluppo domiciliare della dialisi, che ancora oggi coinvolge una percentuale molto bassa di pazienti (10% circa), ma che se fosse disponibile su vasta scala potrebbe portare non solo un risparmio considerevole nei costi sanitari delle Regioni, ma garantirebbe al paziente anziano maggiore serenità e minor stress. Questa sperimentazione ‘digitale’ del Piemonte è unica e all’avanguardia in Italia e nel mondo. Ed è fondamentale per promuovere e sostenere lo sviluppo della dialisi peritoneale e quindi la domiciliazione delle cure a casa dei pazienti. Consentendo ai malati di vivere una vita decisamente più vicina alla assoluta normalità, dall’altro di ottenere un considerevole risparmio per la sanità.

Durante il 16esimo convegno nazionale del gruppo di studio di dialisi peritoneale che si svolge oggi ad Alba e prosegue fino a domani, si porta la tecnologia a casa dei pazienti per curarli senza cambiar loro abitudini e stile di vita. A casa del paziente una postazione mobile collegata ad internet con un monitor acceso ed una telecamera da videosorveglianza attiva 24 ore. Dall’altra parte, un medico o un infermiere che, a seconda delle necessità, sono pronti a controllare gestire ed eventualmente intervenire in video. Così anche le più piccole problematiche legate alla dialisi domiciliare, vengono risolte consentendo un contatto diretto al paziente con il centro di cura del proprio ospedale. Una ‘rivoluzione digitale’ che presto potrà cambiare la vita e la quotidianità di quei pazienti anziani che non possono rimanere a domicilio perché non sono in grado di provvedere autonomamente alle procedure dialitiche e non hanno un partner o un persona che li possa aiutare in queste incombenze e che ora è in fase sperimentale in Piemonte. Qui ad essere in prima linea sono il centro di Alba che sta coinvolgendo i suoi primi 6 pazienti. Un supporto, quello del web, fondamentale per lo sviluppo domiciliare della dialisi, che ancora oggi coinvolge una percentuale molto bassa di pazienti (10% circa), ma che se fosse disponibile su vasta scala potrebbe portare non solo un risparmio considerevole nei costi sanitari delle Regioni, ma garantirebbe al paziente anziano maggiore serenità e minor stress. Questa sperimentazione ‘digitale’ del Piemonte è unica e all’avanguardia in Italia e nel mondo. Ed è fondamentale per promuovere e sostenere lo sviluppo della dialisi peritoneale e quindi la domiciliazione delle cure a casa dei pazienti. Consentendo ai malati di vivere una vita decisamente più vicina alla assoluta normalità, dall’altro di ottenere un considerevole risparmio per la sanità.


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