Valledora: cave e discariche filmate da Report. De Magistris: “Intervenga l’U.E.”

Dopo anni di sensibilizzazione diventa un caso nazionale quello dell’area Valledora, territorio al confine tra Biellese e Vercellese, nel quale pochi giorni fa sono passate le telecamere di Report per documentare la degenerazione ambientale determinata da uno sfruttamento senza freno delle cave locali e dalla parallela proliferazione di discariche.Una delle prime puntate della prossima edizione del programma in onda su Rai 3 diretto dalla giornalista Milena Gabanelli, mostrerà tra il resto gli stretti collegamenti tra le opere di escavazione e la conseguente trasformazione in discariche delle cave. Ennesimo indizio di mancanza di attenzione e programmazione verso il consumo di territorio e conseguenti rischi per la salute. Di questi giorni è tra l’altro la notizia che la giunta Zaia avrebbe tentato, con un emendamento alla Finanzaria 2011, di liberalizzare l’attività escavatrice in Veneto.

La portavoce del Movimento Valledora (www.movimentovalledora.org), gruppo di cittadini a tutela del territorio, è l’insegnante Anna Andorno. Insieme a lei tanti semplici cittadini, alcuni amministratori e tecnici che da anni si impegnano nel salvaguardare la propria terra situata tra Alice Castello, Tronzano e Cavaglià. Le problematiche che appaiono più evidenti sono quelle legate alla mancanza di un piano cave regionale in Piemonte (ogni cava è vista a sé senza poter prevedere una pianificazione del territorio) e la tariffazione sproporzionata in vantaggio delle aziende escavatrici (0,45 euro/metro cubo rispetto a 3,33 euro/metro cubo per le cave del Friuli Venezia Giulia). Preoccupante è anche la presenza della discarica da 120mila tonnellate di Cavaglià gestita da Ecodeco (gruppo A2A SpA), realtà imprenditoriale che già altrove in Italia ha realizzato inceneritori.

Se Report farà presto conoscere la problematica a livello nazionale, l’europarlamentare Luigi de Magistris (gruppo IdV-ALDE) la sta rendendo internazionale in quanto il 18 febbraio ha depositato un’interrogazione alla Commissione Europea con l’oggetto “Assenza di un piano sostenibile per lo smaltimento dei rifiuti nelle province di Biella e Vercelli”. Nel testo dell’interrogazione appare esplicita la richiesta di intervento da parte dell’Unione Europea: “Non ritiene la Commissione che la Regione Piemonte e le Province di Biella e Vercelli non solo non attuino i piani da loro stesse stabiliti, ma che privilegiando un sistema basato sulle discariche o gli inceneritori invece che sullo smaltimento, sulle operazioni di riuso, riutilizzo e riciclo, non rispettino la gerarchia del ciclo dei rifiuti, fondamento centrale della nuova direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE? Quali misure intende prendere la Commissione di fronte alle evidenti resistenze riscontrate in molti Stati membri ad adeguarsi pienamente agli obiettivi dichiarati nella citata direttiva?”.

N.B.: ARTICOLO AGGIORNATO al 1° aprile 2011.



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