Duello Cota-Bresso sul bilancio regionale. Il botta e risposta

Il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, risponde alle osservazioni e alle preoccupazioni dell’ex presidente, Mercedes Bresso, che pochi giorni fa aveva denunciato le falle del bilancio regionale a ‘regìa leghista’. Cota lancia accuse pesanti e prospetta nuove tasse, Bresso risponde sui singoli punti smontando le accuse. Riportiamo di seguito le dichiarazioni dei due ‘contendenti’ e di alcuni esponenti della politica regionale, che contengono gli elementi per una valutazione. La sostanza sembra, purtroppo, chiara: la maggioranza di centrodestra in Regione si prepara ad alzare le tasse.

COTA. “Oggi è il giorno dell’operazione verità su come è stata governata la Regione nei cinque anni passati. Grazie ai dati di cui siamo in possesso, possiamo entrare nel merito dei conti regionali con chiarezza e trasparenza. Quando siamo arrivati al governo della Regione il 3 maggio scorso non c’era un bilancio approvato. Abbiamo dovuto chiudere quindi quello presentato dalla Giunta uscente, intuendo già quello che avremmo a breve scoperto: le previsioni di bilancio contenute erano sbagliate, con una sovrastima di oltre 614 milioni delle entrate tributarie, in particolare dell’Irap, a cui è stata sommata una sottostima Iva per poter chiudere la partita. Abbiamo già denunciato gli artifizi contabili a cui era abituata la Giunta Bresso, che il 29 marzo 2010, ad urne ancora aperte, ha cancellato impegni della Regione per oltre 708 milioni: solo così è stato possibile per la Giunta uscente chiudere il bilancio, evitando che il 2009 registrasse un disavanzo. Questo meccanismo scientifico di maquillage è stato perpetrato per anni, ingannando i piemontesi, a cui veniva detto che tutto andava per il meglio. Noi, credo con grande senso di responsabilità, oggi vogliamo dire tutta la verità , dire in quale condizione hanno ridotti i conti della Regione ed anche indicare la strada verso il risanamento ed il rilancio. Al netto dei residui, oggi l’ammanco per la Regione è di oltre 2milardi 100 milioni di euro. Soprattutto sul capitolo Sanità – ha osservato Cota – sono state fatte le operazioni più spregiudicate. Come sui debiti fuori bilancio: la Regione vantava un credito verso lo Stato di 509 milioni per il fabbisogno del servizio sanitario, soldi che però si è fatta anticipare da Unicredit e che sono stati buttati senza criterio nel calderone delle spese sanitarie; la restituzione di questi soldi, però , non è più stata messa a bilancio per la cancellazione dell’impegno. Un altro problema lo abbiamo riscontrato con la non corrispondenza tra Bilancio della Regione e bilancio delle singole Asl: Asl e assessorato, infatti hanno chiesto molti fondi fuori bilancio. Con due determine del gennaio 2007 e del marzo 2009 sono stati cancellati numerosi impegni su Sanità, ma 823 milioni non risultano cancellati dai bilanci Asl. Così le Asl pensano di avere dei crediti nei confronti della Regione”.

“Esiste infine – ha concluso Cota – il problema legato ai residui attivi e passivi: i primi, di 4 miliardi residui, sono costituiti da crediti molto vecchi e quindi difficilmente esigibili; i secondi, quelli passivi, 5 miliardi, sono invece debiti molto giovani. Penso sia evidente che si tratta nel complesso di una situazione molto difficile, di un’eredità pesante. Penso inoltre sia giusto che i piemontesi sappiano quanto salata sarà la ‘tassa Bresso’ che avremo in carico per i prossimi anni. Entro l’estate illustreremo il piano di risanamento dei conti e quello per il rilancio”.

BRESSO. “La continua assenza in Piemonte del presidente Cota e la sua evidente preferenza per i salotti romani, gli causano grande confusione sulle questioni piemontesi. A un anno dalla responsabilità al vertice della Giunta fa ancora molti errori coi numeri e con i termini di bilancio. La stima 2010 dell’Irap è stata una previsione inserita nel primo bilancio che porta la firma di Cota, quindi se l’errore c’è stato non ricade certo sulla mia Giunta ma piuttosto sulla loro programmazione delle entrate. Ma c’è di più. La previsione dell’Irap è stata aumentata dalla giunta Cota con l’assestamento di bilancio 2010. Nel 2009 il gettito incassato è stato di oltre 4 miliardi di euro e nei nostri conti per il 2010 avevamo previsto una contrazione di oltre un miliardo a causa della crisi economica, previsione prima confermata nel bilancio di previsione votato dall’attuale Giunta, poi corretta da Cota con un inspiegabile aumento inserito nell’assestamento approvato nel luglio scorso. L’andamento dell’Irap è particolarmente sensibile alla contingenza economica della regione, per cui con l’aumento della cassa integrazione si riduce anche il gettito dell’imposta. Se c’è stato un sensibile calo del gettito la responsanbilità sta quindi in maniera evidente nella programmazione dell’attuale giunta, solo chi governa può correggere la previsione dell’imposta. Il prestito di 500 milioni da Unicredit rappresenta un’anticipazione di cassa della Banca tesoreria della Regione a copertura di un credito nazionale esigibile (cioè un credito verso il Govenro, ndr), cifra che rientra nei 709 milioni di impegni cancellati in quanto da iscrivere a bilancio appena avvenuto il trasferimento nazionale; la cancellazione degli impegni è tecnica usuale nei bilanci pubblici, si tratta di intervento tecnico necessario che sarebbe stato scorretto non fare a fine legislatura. Più che un’operazione trasparenza è in atto una vera e propria tecnica diffamatoria per coprire le loro gravi incapacità, talmente sfacciata che va oltre la battaglia politica e rientra più nel diritto penale. Per fare chiarezza basterebbe leggere i documenti regionali e ministeriali e non raccontare menzogne. I tecnici regionali, quelli ministeriali e la Corte dei Conti hanno più volte certificato i conti della mia Giunta, dichiarando il pareggio in sanità e riconoscendo il massimo rigore applicato nella gestione. Per un’operazione verità lo invito a un confronto pubblico sui conti degli ultimi anni della Regione Piemonte per dimostrargli, una volta per tutte, da dove nascono i problemi e soprattutto chi li ha generati”.

“L’attuale Giunta – rimarca Bresso – ha una gestione, di fatto, con tre responsabili alla sanità che divergono e litigano su tutto (Ferrero, Monferino e Zanon), quindi è evidente che il loro lavoro si complica e i pasticci pure. E’ incredibile: dopo un intero anno di responsabilità dei conti regionali, alla vigilia del terzo bilancio a firma Cota, insistere nel dichiarare che è colpa di qualcun altro vuol dire prendere in giro i piemontesi. Se sono capaci di governare inizino ad assumersi le responsabilità che il ruolo gli impone, rinunciando a qualche salotto televisivo facendosi carico dei problemi del Piemonte, magari senza raccontare bugie”.

PEDRALE, CAPOGRUPPO PDL. “Purtroppo i piemontesi dovranno pagare la tassa-Bresso. Il presidente e la Giunta regionale di centrodestra hanno fatto molto bene a fare finalmente chiarezza sull’entità dei debiti lasciati dalla precedente Giunta di centrosinistra guidata dalla Bresso. Come spiegato dallo stesso presidente Cota una delle principali cause del debito lasciato dal centrosinistra è la spaventosa previsione di entrate tutte virtuali e aleatorie, quali i 614 milioni di mancate entrate tributarie e i 509 milioni di debiti fuori bilancio. Vi è poi l’incredibile storia delle anticipazioni di cassa ottenute da Unicredit, ma che non sono state inserite a bilancio nella parte delle spese da ripianare. Per non parlare della non corrispondenza tra il bilancio della Regione e quelli delle Asl, per ulteriori 823 milioni. Alla fine tutto questo ha provocato un buco spaventoso, che dovrà essere pagato dai piemontesi. Sarà la ‘tassa-Bresso’, che dovremo tutti insieme pagare per i clamorosi errori di gestione commessi dal centrosinistra piemontese”.

RESCHIGNA, CAPOGRUPPO PD. “A più di un anno dalla sua elezione a presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota continua a lanciare i suoi strali verso la passata amministrazione, accusandola di ogni male. Questa volta il bilancio è l’occasione per le sue bordate contro il centrosinistra. A partire dal deficit di 614 milioni di euro sul 2010 frutto, secondo Cota, di una sovrastima pluriennale delle entrate. Ma il bilancio del 2010, in gran parte responsabile di questa sovrastima, non è stato approvato dalla sua maggioranza? Eravamo appena arrivati, è la giustificazione. E l’assestamento di bilancio di luglio, il vero e proprio bilancio del 2010 della Giunta Cota, è stato proposto e approvato senza una verifica delle entrate iscritte? Non è una piccola responsabilità. Cota attacca poi la cancellazione avvenuta lo scorso marzo di una determina di 509 milioni da parte della Giunta Bresso. Una cancellazione che fu subito denunciata dal centrodestra e che Cota continua da mesi a ricordare. Dopo un anno non sarebbe ora di proporre soluzioni? I cittadini chiedono questo a chi governa. La verità è che ogni amministrazione, anche quella di Mercedes Bresso, ha dovuto farsi carico dell’eredità di bilancio lasciata dalla precedente Giunta. Vogliamo ricordare il miliardo di deficit della sanità lasciato da Ghigo (certificato da un Governo Berlusconi, ndr), o i 2,3 miliardi di euro dalla sua Giunta spesi per altri capitoli rispetto a quelli per cui erano stati trasferiti dallo Stato? Alle nostra denunce di allora, dai cittadini ci sentivamo chiedere cosa intendevamo fare per il futuro. Cota decida allora se vuole proporre delle soluzioni ai problemi di bilancio che la Regione attraversa anche per colpa del governo nazionale, o se intende solo parlare del passato per sviare l’attenzione dal presente. Noi siamo disponibili a discutere delle soluzioni ai problemi. La propaganda, invece, non ha mai aiutato a governare una regione complessa come la nostra”.

BUQUICCHIO, CAPOGRUPPO IDV. “Per risanare i conti della Regione Piemonte, il presidente Cota dovrebbe iniziare dai provvedimenti che lui stesso ha introdotto. Ad esempio effettuando una regolare gara d’appalto per il Bonus bebè e adottando la convenzione Consip Spa (Controllata del Ministero dell’Economia) per i buoni pasto dei dipendenti regionali. Solo per quest’ultimo intervento è possibile risparmiare circa 500 mila euro, come confermato anche dall’assessore al bilancio Giovanna Quaglia. Prima di giudicare l’operato di chi l’ha preceduto sarebbe necessario iniziare a dare il buon esempio nell’attuale gestione dell’ente risparmiando risorse laddove è possibile farlo”.

PETRINI, FDS: IL BLUFF DELLA LEGA. “Le dichiarazioni del Governatore Cota sul disavanzo del bilancio regionale sono solo lo specchio dell’imbarazzante bluff della Lega Nord. Un partito che sostiene a Roma un governo corrotto, impegnato caparbiamente a sottrarre diritti ai lavoratori, a licenziare i dipendenti pubblici (vedi la scuola), a mettere in ginocchio università e cultura, ad aumentare le tasse (come si vede dall’introduzione del federalismo municipale). Cota poi farebbe bene a spiegare ai cittadini piemontesi cosa ha fatto la sua Giunta in questo anno di governo regionale, oltre a licenziare i lavoratori della sanità, togliere risorse ai cassintegrati, falcidiare le risorse per la cultura, riproporre il nucleare, lanciare vergognose parole d’ordine che trasudano razzismo, come le graduatorie per l’insegnamento riservate ai piemontesi”.