Quotidiano Piemontese intervista Piero Fassino

Con l’intervista a Piero Fassino, che non ha voluto registrare un video come gli altri candidati a Sindaco di Torino ma ha preferito rispondere per scritto, si conclude il quadro che QP ha voluto fornire a tutti i cittadini torinesi per farsi un’idea chiara (parlando solo di questioni che riguardano il Comune, con domande scelte da noi e uguali per tutti, non filosofia politica o propaganda), approfondita (con tante domande e oltre mezzora di video a testa), libera. Buona lettura (e visione degli altri interventi nello speciale con tutte le informazioni sul voto in Piemonte).
Piero Fassino è candidato da Moderati per Fassino, Sinistra ecologia e libertà, Pensionati-Giovani Insieme, Italia dei Valori, Partito Democratico, Consumatori per Fassino, Torino Laica Socialista Libertaria- Psi, Piemont Europa Verdi Ecologia.
Come sogna Torino alla fine del suo mandato?

Torino negli ultimi vent’anni è diventata più bella, più vivibile, più giovane. Io intendo lavorare nel segno della continuità, innovando e investendo sulla modernità di una città che in vent’anni ha saputo reinventarsi diventando un’altra.

Viabilità. Che cosa intende fare della Ztl? Ci sono i problemi di chi deve accompagnare figli a scuola; l’intasamento zone limitrofe negli orari limite; la mancanza alternative per attraversare torino sud-nord. E come ritiene la situazione delle strade (buche ecc…)?

Si tratta di continuare a investire per una mobilità sostenibile completando la linea 1 della metropolitana fino a Cascine Vica per proseguire poi a Rivoli e verso piazza Bengasi fino a Nichelino ed avviando la progettazione della seconda linea.Punteremo sui parcheggi sotterranei per liberare la città dalla morsa del traffico.

Situazione smog e pm10. Torino e tutto il nord Italia sono al top in Europa: quali azioni, anche a tutela della salute?

Torino si è candidata ad essere smart city europea, applicando le tecnologie informatiche al risparmio energetico, alla mobilità sostenibile, al wi fi libero, alla riduzione di CO2 e PCM. Ma molto altro può essere fatto per promuovere Torino Capitale dell’Ambiente. Penso ad una Mobility card, un unico abbonamento valido su metro metro, bus, treni nazionali, bike sharing e car sharing; all’utilizzo di auto elettriche per le flotte di Comune e società partecipate e rete cittadina di colonnine di ricarica; saranno raddoppiate le piste ciclabili da 170 a 350 km e le stazioni di bike a noleggio. Altre proposte sono quelli di passare dal teleriscaldamento al teleaffrescamento, portando il fresco a costi e consumi più bassi. Torino è città d’acqua, per questo saranno valorizzati i 70 km di sponde fluviali e riviere. Penso poi a Mutui per l’efficienza energetica: il Comune promuoverà un’intesa con le banche per mutui e finanziamenti agevolati per la riconversione ecologica degli edifici.

La condizione dei quartieri che non siano il centro. Cosa c’è da fare? Chiaro che dire ‘farli diventare come il centro è promessa a vuoto’, in nessuna parte del mondo il centro e la periferia sono perfettamente uguali, anche come struttura economica. Ma come valorizzarli?

Le grandi trasformazioni urbane, quelle che hanno reso Torino più bella, nel mio mandato si avranno in tutti quei quartieri che in questi anni hanno usufrito meno degli investimenti infrastrutturali. Lavorerò per una città fatta da dieci aree pedonalizzate, una per ogni circoscrizione, con gli stessi servizi che oggi offre il centro storico, con negozi, teatri, centri di aggregazione per adolescenti. Porterò i grandi eventi e le manifestazioni culturali anche in periferia.

Come intende promuovere la diffusione del digitale e di internet a Torino? Come ridurre il digital divide e salvaguardare il diritto alla Rete? Come ripartire in un progetto strategico per sviluppare l’industria digitale e la creatività?

Torino sarà una città digitalizzata con wi-fi libero in tutti i locali comunali. Adotteremo le nuove tecnologie, applicandole ai servizi, all’ambiente, ai trasporti, all’istruzione e alla sicurezza. Promuoveremo l’internazionalizzazione di Torino sui mercati anche attraverso ilsostegno alla nascita di microimprese innovative.

Coppie di fatto e contributi all’affitto. A Torino si può, grazie alla precedente amministrazione. Cambiereste?

Le norme e le leggi vanno rispettate.

Debito: è stato necessario per dare svolta a città? Come peserà?

C’è una diversità tra l’indebitamento di Torino e delle altre città. Torino non registra lo sfondamento della spesa corrente che anzi è sotto la media dei Comuni italiani. L’indebitamento è dovuto agli investimenti per le infrastrutture. Torino ha speso per le strutture dei giochi olimpici, per costruire il termovalorizzatore, per il 150 anniversario dell’Unità d’Italia. Sono soldi spesi in opere che rimangono e che caratterizzano un patrimonio che è cresciuto in questi anni. Va poi detto che i finanziamenti statali previsti a supporto di tali opere non sono mai arri vati o sono stati tagliati da Tremonti. In definitiva il nostro debito è come quello di una famiglia che compra una casa: si indebita, ma lascia ai propri figli un patrimonio.

Quale futuro economico/produttivo per città, quindi quale ‘politica industriale’, nei limiti, promuovere?

Torino potrà essere capitale del lavoro intelligente, con Università e Politecnico impegnati nella ricerca, nell’innovazione e nella specializzazione a favore delle impresa. Deve poi essere forte l’impegno a mantenere la FIAT a Torino e a sostenere la specializzazione dell’indotto; programmi di formazione per giovani in cerca di impiego e riqualificazione per lavoratori in mobilità; sostegno alle imprese artigiane, commerciali e cooperative.

Scuola e asili: non sono queste prime risorse per flessibilità lavoro e famiglie? Torino è piuttosto ben messa rispetto all’Italia. Come proseguire?

Torino nel campo dell’infanzia si colloca ai primi posti in Italia per servizi offerti. In futuro dovremo considerare la scuola dell’infanzia non più solo come un servizio a domanda /individuale/ma /universale/. La scuola dell’infanzia deve essere data e garantita a tutti, come lo è la scuola dell’obbligo. Per giungere a questo obiettivo un Comune può fare molto. Può, ad esempio alzare l’offerta formativa, investendo su nidi e scuole materne per aumentarne il numero e ampliarne il servizio; può compiere un forte investimento puntando anche su nidi aziendali, pensando eventualmente ad una rete di ‘nidi interaziendali’ che possano risponderealle necessità di quelle realtà lavorative con meno di 30 dipendenti; dobbiamo sostenere e accompagnare la diffusione di nidi privati, anche quelli organizzati da istituzioni di carattere religioso e confessionale, con i quali il Comune ha un’ottima collaborazione. Lavorando in queste tre direzioni possiamo alzare l’offerta.Penso infine all’istituzione del Garante per l’infanzia.

Assistenza: tema fondamentale. Fondi? Pensa a potenziamento?

Una volta eletto, potenzierò l’assistenza domiciliare agli anziani, il sostegno ai disabili; introdurrò il “fattore familiare” per tenere maggior conto della diversa composizione delle famiglie, proprio per il loro ruolo fondamentale, ho intenzione divalorizzare il mondo del volontariato e le imprese sociali coinvolgendole nella progettazione e gestione dei servizi comunali. Istituirò una Banca del tempo civico in cui ogni persona metta a disposizione della Città tempo libero e competenze. Il volontariato avrà un ruolo fondamentale nella vita della città e dovrà aumentare la collaborazione con servizi soc iali del comune per affrontare situazioni difficili.

Rifiuti: situazione e prospettiva. Estensione del porta a porta? Quali obiettivi?

Torino nella raccolta differenziata è una città virtuosa ed il lavoro per migliorare la sensibilità dei cittadini al riciclo e il nostro obiettivo è quello di migliorare ulteriormente, portando i risultati dall’attuale 42 al 50 per cento.

Acqua e referendum nucleare: che dice?

L’acqua è un bene del tutto particolare, che non si produce. E’ un bene naturale, una fonte rinnovabile, non è l’espressione di un processo di trasformazione di un prodotto. Come tale non può essere sottoposta alle regole del mercato e della competizione. E’ un bene che ha un valore in sé, un valore d’uso e non un valore di scambio, come si dice in termini tecnici, e quindi occorre garantire ai cittadini che questo bene sia fruibile da tutti a costi accessibili e il modo per garantirlo è che la gestione dell’erogazione dell’acqua rimanga in mani pubbliche.

Cosa ne pensa del proliferare nella città di Torino di centri commerciali? Esiste a Torino un oggettivo problema di eccessiva cementificazione?

La dismissione di grosse aree industriali ha lasciato in eredità a Torino ampie aree edificabili e riutilizzabili a scopo residenziale e commerciale. Attraverso l’utilizzo di queste aree è stato possibile organizzare il rilancio di alcune zone periferiche della città. Ne è un esempio il Lingotto che oggi ospita non solo un centro commerciale ma anche la Pinacoteca Agnelli e un cinema multisala, diventando punto di riferimento in un quartiere che fino alla chiusura della fabbrica aveva visto scandire la sua vita dai turni della catena di montaggio.

Sicurezza: cosa deve fare sindaco (la competenza è statale, chiarirlo, ma come intervenire per supportare e prevenire?)

Tra i primi obiettivi da garantire: aumentare la presenza sul territorio delle forze dell’ordine e dei Vigili Urbani, un’illuminazione adeguata in tutte le vie e recupero degli edifici abbandonati; spazi e luoghi di aggregazione per i giovani, contrastando, anche attraverso sport e cultura, ogni forma di marginalità; centri di incontro per anziani e persone sole;integrazione per i cittadini stranieri legali che rispettano le regole e amano la città in cui vivono e promozione di progetti per la convivenza (scuola, casa, luoghi di culto); contrasto alla contraffazione commerciale e all’ambulantato abusivo; lotta alla droga e allo spaccio; reintroduzione dei bigliettai su tram e bus; istituzione del Difensore Civico dei Cittadini. Inoltre sarà opportuno rinnovare il patto per la sicurezza e quanto il Comune spenderà per garantire la sicurezza dei propri cittadini dovrà essere de computato dal patto di stabilità.

Quanto spende per la campagna elettorale? Crede ci sia un limite al quale ci si dovrebbe attenere, una proporzione tra istituzione a cui ci si candida e spesa possibile?

Per le elezioni amministrative non sono previsti rimborsi elettorali pubblici. E’ per questo che abbiamo avviato una campagna di autofinanziamento trasparente, con diverse iniziative. Per questa campagna elettorale sono stati previsti circa 350 mila euro.