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Biella

Il Giro d’Italia è di Contador, a Sestriere l’impresa la fa Kiryienka

Davide Mazzocco

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L’atteso tappone del Sestiere con la scalata al Colle delle Finestre si rivela una grande delusione. In un Giro d’Italia che aveva già dato i propri verdetti definitivi lo scorso week end, le salite piemontesi hanno tutto l’aspetto della carta bollata che sancisce il regno incontrastato di Alberto Contador. Tanta e tale è la supremazia dello spagnolo in questo Giro da annichilire ogni ambizione di ribaltamento sul durissimo Colle delle Finestre. E così la vittoria va al caparbio bielorusso Vasil Kiryienka che  taglia il traguardo di Sestriere dopo 213 chilometri di fuga.

La cronaca

Verbania e Mergozzo sono in festa, immerse nel colore rosa. Dopo il maltempo della tappa che ha riportato il gruppo in Piemonte i girini ritrovano il sole. La ventesima frazione è lunga, lunghissima, ben 250 km con il durissimo Colle delle Finestre e l’ascesa al Sestriere negli ultimi 44km,  ma i corridori non ci stanno a fare “melina”. Al 29° km di gara evadono in tredici: Yaroslav Popovych, Josef Jufre Pou, Vasil Kiryienka, Eduard Vorganov, Angel Vicioso, Carlos Betancourt, Miguel Minguez, Diego Ulissi, Cristiano Salerno, Sebastian Lang, Luca Mazzanti, Kevin Seeldraeyers e Frederik Veuchelen. Dopo una decina di chilometri Vincenzo Nibali, tamponato da un corridore, finisce a terra. Per il siciliano qualche abrasione e una botta al polpaccio ma nulla di grave. Intanto il gruppo dei battistrada prende il largo: dopo un’ora di gara sono 48 i km coperti dal gruppo, mentre il vantaggio dei fuggitivi al 50° km è di 9’55”. A Santhià, dopo 86 km, i fuggitivi raggiungono un vantaggio massimo di 11’20”. Lang si aggiudica il traguardo volante di Torino precedendo i 12 compagni di avventura, mentre il gruppo ha un ritardo di 9’55”.  In Valsusa la Saxo Bank-Sungard della maglia rosa trova nella Ag2r e nella Geox-Tmc due preziosi alleati: 7’45” il vantaggio dei fuggitivi a 62 km dall’arrivo, 7’ dieci chilometri dopo.

All’attacco della salita finale  (-44 km dal traguardo) il vantaggio del gruppo è di 6’30”. Dopo appena 500 metri di salita nel gruppo allunga Serpa, Rujano attacca e in contropiede parte Pirazzi. Rujano accusa il colpo ma torna all’attacco dopo un paio di minuti. Nella fase dei tornanti Kirienka e Betancourt sono i più vivaci del gruppo dei battistrada. Rujano è irrequieto e ci riprova una terza volta, su di lui si riportano Rodriguez e Menchov. Contador controlla. Rujano ci prova una quarta volta e stavolta il gruppo lo lascia andare. Il vantaggio di Kiryienka a 37 km al traguardo è di 4’. Rujano trova un prezioso alleato in Vicioso e riesce a guadagnare 30” in un paio di chilometri.  All’inizio del tratto di sterrato il gap che separa il battistrada dal venezuelano è di 3’52”, mentre il gruppo tirato da Szmyd della Liquigas passa a 4’40”. È proprio sul tratto non asfaltato che il bielorusso compie la performance più straordinaria della giornata concedendo appena 7” a Rujano ma guadagnando addirittura 40” sul gruppo della maglia rosa. Kiryienka passa in testa al Colle delle Finestre con 3’45” su Rujano, una manciata di secondi in più su Betancour, 5’20” su un gruppo con Rodriguez, Kruijswijk, Menchov, Contador, Gadret e Scarponi. Leggermente attardato, a 5’34”, transita Nibali che con la sua tecnica sopraffina colma il gap in un paio di chilometri di discesa.

Quando, a 10 km dalla conclusione, inizia il tratto finale di salita verso il Sestriere il vantaggio di Kiryienka è addirittura superiore: 4’32” su Rujano e 5’37” sul gruppo maglia rosa. I corridori viaggiano con la paura addosso. Specialmente Scarponi e Nibali che da tre settimane corrono non tanto per vincere ma per essere i primi dei battuti. Non bisogna dimenticare che il ricorso del Tas fra due o tre mesi potrebbe far squalificare Contador e, dunque, consegnare al secondo in classifica la vittoria a tavolino. Quando dal gruppo escono Rodriguez e Menchov i due continuano a guardarsi. Contador va a spasso. Sprovvisto da chilometri di compagni di squadra lo spagnolo ha nei suoi avversari in lotta per le posizioni di rincalzo i suoi migliori alleati. Nel finale qualche puntura di spillo. Va via Gadret, poi Scarponi si accorge che Nibali ha la gamba “molle” e attacca guadagnando secondi preziosi su di un terreno teoricamente a lui sfavorevole. Kiryienka taglia il traguardo e dedica, indici al cielo, la vittoria al compagno Xavier Tondo morto in un incidente all’inizio della settimana. Dietro quattro stranieri. Già, l’ordine d’arrivo fa veramente riflettere. Sei anni fa, nella stessa frazione, Simoni e Savoldelli si giocarono il Giro, oggi il primo italiano è arrivato 6°. La nuova classifica generale vede Contador in testa con 5’18” su Scarponi e 6’14” su Nibali, 7’49” su John Gadret e 9’27” su Joaquin Rodriguez. Distacchi abissali che rimandano al ciclismo antico. Ma il dato più sorprendente è che, ad oggi, questo è il quarto Giro più veloce della storia pur avendo di gran lunga il maggiore dislivello complessivo della Corsa rosa.

Per gli appassionati di ciclismo gli appuntamenti piemontesi non sono finiti. Sabato 9 e domenica 10 luglio il Giro d’Italia femminile si deciderà proprio sulle strade della nostra regione con l’arrivo in salita di Ceresole Reale e con la cronometro conclusiva di San Francesco al Campo. E dieci giorni dopo arriverà addirittura il Tour de France: traguardo a Pinerolo il 20 luglio, partenza dalla stessa località il giorno dopo e passaggio in vetta al Colle dell’Agnello.

 

 

Ordine d’arrivo

1. Vasil Kiyienka (Blr) Movistar in 6h17’03”

2. Josè Rujano (Ven) a 4’43”

3. Joaquin Rodriguez (Spa) a a 4’59”

4. Carlos Alberto Betancour (Col) a 5’31”

5.John Gadret (Fra) a 5’54”

6. Michele Scarponi (Ita) a 5’58”

7. Steven Kruijswijk (Ola)

8. Alberto Contador (Spa)

9. Denis Menchov (Rus)

10. Roman Kreuziger (Cze) a 6’16”

11. Vincenzo Nibali (Ita) a 6’20”

 

Classifica generale

1. Alberto Contador (Spa) SaxoBank-Sungard in 83h34’25”

2. Michele Scarponi (Ita) a 5’18”

3. Vincenzo Nibali (Ita) a 6’14”

4. John Gadret (Fra) a 7’49”

5. Joaquin Rodriguez (Spa) a 9’27”

6. Josè Rujano (Ven) a 10’23”

 

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