Roberto Saporito racconta una Generazione di Perplessi

Ci sono quelli che vivono e basta. Senza problemi, senza porsi domande. E poi ci sono i dubbiosi, i giovani che considerano il lavoro come un nemico, gli artisti che lottano strenuamente contro le logiche di mercato, i tanti delusi dalla vita che reagiscono con la violenza più estrema o con l’inattività. Sono loro i protagonisti di Generazione di perplessi (Edizioni della Sera), l’ultimo libro dello scrittore albese Roberto Saporito. Il volume, una raccolta di diciannove racconti, viene presentato sabato 28 maggio (ore 17.30) alla libreria Belgravia di Torino (via Vicoforte 14/D). Intervengono i giornalisti Gaetano Farina e Fabrizio Fulio Bragoni

Il libro, un’originale sintesi tra diversi stili letterari (dal minimalismo al postmoderno) è pervaso da un’ironia leggera e amara, che aleggia sulle storie facendone emergere tutta la lucida drammaticità. A volte la narrazione sconfina nel paradosso, una situazione che finisce per essere più normale della presunta normalità.

“Il tema fondamentale di questi racconti è la Morte, uno dei due argomenti inevitabili della narrativa da Omero in poi, insieme all’Amore. Nello scorrere della storia del mondo sono cambiate le modalità di affrontarli, adeguandole alle nuove percezioni dell’esistenza. In questa raccolta dal linguaggio scarno, minimale, scheletrico, veloce come una freccia, la Morte è declinata nelle sue forme più attuali e affrontata nei suoi molteplici aspetti”. Così descrive il libro lo scrittore Marco Vichi, una voce di rilevo nel panorama della critica italiana.

L’autore, Roberto Saporito (classe 1962) ha alle spalle numerose esperienze letterarie, tra le quali ricordiamo la raccolta H-D / Harley-Davidson, deserti e moderni vampiri (che ha venduto 20.000 copie) e i romanzi Anche i lupi mannari fanno surf, Eccessi di realtà – sushi bar, Millenovecentosettantasette – fantasmi armati e Carenza di futuro