Marchionne: Fiat resta a Torino, ma l’Italia deve cambiare atteggiamento

”Non abbiamo nessuna intenzione di spostare il quartiere generale del gruppo da Torino a Detroit”. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato della Fiat e di Chrysler, Sergio Marchionne, rispondendo ai giornalisti al workshop 2011 del Consiglio per le Relazioni Italia Usa. Marchionne ha poi commentato la situazione italiana “Quanto è avvenuto negli Usa deve essere letto in Italia in modo positivo. Se è possibile farlo là è possibile farlo anche qui. Deve cambiare però l’atteggiamento. Ieri la gente in America ringraziava per quello che è stato fatto, invece di insultare. Io comunque non voglio essere ringraziato”.

Secondo Marchionne Fiat ha offerto 125 milioni di dollari al governo canadese per la quota pari all1,7% che detiene in Chrysler. “Abbiamo fatto l’offerta giovedi’ sera, con gli stessi termini di quella fatta al governo americano”. Secondo l’Amministratore Delegato di Fiat “per Chrysler potrebbe non essere necessaria la quotazione in borsa. Se sarà raggiunto un accordo con il fondo Veba, un’ipo non sara’ necessaria”.

A proposito dei primi modesti segnali di miglioramento del mercato italiano Marchionne ha commentato: “C’è un’inversione di tendenza, ma il mercato non è sano. Negli USA la Cinquecento va bene ma dobbiamo raggiungere i 160 dealers negli Stati Uniti entro la fine dell’estate, ci riusciremo, sono già stati identificati, stiamo solo aspettando le licenze. Al momento siamo a 50”.

Il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, ha subito ribattuto all’A.D. torinese: “L’integrazione tra Chrysler e Fiat prosegue positivamente e realizza le tanto auspicate economie di scala in termini attivi per la casa torinese. Ne nasce un gruppo multilocalizzato nel quale l’Italia dovrà difendere le buone ragioni dei suoi impianti e delle sue funzioni intelligenti innanzitutto dimostrando la loro oggettiva convenienza. Marchionne chiede un atteggiamento più favorevole dell’Italia sapendo peraltro che Governo, Regioni ed enti locali, sindacati riformisti hanno garantito sempre le condizioni più favorevoli. Gli si oppongono  in una non originale sintonia, il sindacato conservatore, settori ideologizzati della magistratura e ambienti delle borghesie bancarie. Una alleanza minoritaria che in Italia più volte ha rallentato il progresso”.

Anche il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota è intervenuto sul caso Fiat: “Dopo l’operazione che ha consentito a Fiat di aver il 52% di Chrysler, occorre riaffermare con positività la vocazione produttiva del nostro territorio. Ci sono investimenti programmati e due realtà, Mirafiori e la ex- Bertone, che devono dare non solo lavoro, ma anche prospettiva. E’ stato giusto sostenere l’innovazione dei contratti, ora anche da noi devono arrivare i risultati”.