Manifestazione No Tav, Perino promette un “pacifico assedio”. Fischi ai sindaci favorevoli

La manifestazione nazionale No Tav promossa per domenica prossima in Val di Susa “non sarà la riconquista della Maddalena, ma un assedio”. A sottolinearlo il leader del movimento, Alberto Perino (nella foto), che nella conferenza stampa organizzata per presentare l’iniziativa ha spiegato: “Sarebbe velleitario pensare alla riconquista, non ci sono le condizioni per farlo, per questo per ora ci limitiamo ad assediare la Maddalena e a restare lì fino a quando non se ne andranno”. Intanto ieri sera l’istituzionale sfilata di solidarietà nei confronti del sindaco di Chiomonte, Renzo Pinard (che aveva parlato – anche lui – del tentativo di “assedio” nel suo ufficio da parte dei No Tav dopo lo sgombero della Maddalena), è finita sotto una salva di fischi: le contestazioni più dure per il sottosegretario Mino Giachino e per Mario Virano, il presidente dell’Osservatorio.

LE PAROLE DI PERINO. “Per il momento – ha detto il leader No Tav – ci accontentiamo di farla trovare lunga e costosa perchè tenere migliaia di forze dell’ordine a presidiare il sito per una cinquantina di operai non è certo un’operazione economica. Il nostro obiettivo, comunque è che domenica sia una bella giornata di pacifica manifestazione, a mani nude e pulite, per questo ricordiamo a tutti che è inutile fare stupidaggini o bravate”. Due i cortei che partiranno da Exilles e Giaglione: in partenza entrambi alle 9,30, si snoderanno lungo la valle. Ci sarà Beppe Grillo e ieri è arrivata l’adesione di Sinistra Ecologia e Libertà. Ci saranno anche i sindaci valsusini del centrosinistra. Il primo corteo andrà dal forte di Exilles fino a Chiomonte, dove c’è la centrale elettrica che fino a lunedì delimitava il confine dell’autoproclamata (dai No Tav) “libera repubblica della Maddalena”. Il secondo, invece, partirà da Giaglione.

I FISCHI DI CHIOMONTE. All’incontro di giovedì sera tra Pinard e i venti sindaci di entrambi gli schieramenti si sono presentati anche il sottosegretario ai Trasporti, Mino Giachino, il presidente dell’Osservatorio sulla Torino-Lione, Mario Virano e Claudio Lubattim, nuovo assessore ai trasporti di Torino, in rappresentanza del sindaco Piero Fassino: “Siamo venuti – ha spiegato Giachino – a portare la solidarietà del governo al sindaco di Chiomonte e a tutti i sindaci qui riuniti. La Tav serve per portare occupazione, e per trasferire le merci dalla strada alla ferrovia. Il progetto porterà lavoro sia in fase di costruzione sia dopo con la logistica. I posti di lavoro saranno tremila in fase di cantiere, e migliaia successivamente”. I sindaci sono stati però accolti dai fischi di una cinquantina di attivisti No Tav. Le contestazioni più dure sono state riservate per il sottosegretario alle Infrastrutture, Mino Giachino, e il presidente dell’Osservatorio, Mario Virano, che ha commentato: “Ci sono soglie invalicabili della protesta. Non bisogna utilizzare il volto di persone normali come alibi per coprire chi porta avanti un messaggio eversivo. Perché parlare di riconquista di un cantiere legale non è accettabile e non può che configurarsi come un atto illegale”.

L’ATTESA DI BRUXELLES. La Commissione europea ha ricevuto la lettera congiunta di Italia e Francia nella quale si forniscono assicurazioni a Bruxelles sulla volontà di Roma e Parigi di proseguire con la realizzazione della Tav. Lo ha detto Helen Kearns, portavoce del commissario europeo ai Trasporti, Siim Kallas, precisando tuttavia che “a oggi le tre condizioni non sono state ancora rispettate e si spera che la situazione sia più chiara dopo la riunione interministeriale del 6 luglio”.