Processo Eternit, la difesa chiede l’esclusione del barone De Cartier

Come si poteva supporre dalle arringhe difensive delle ultime udienze riguardanti le società, quest’oggi l’avvocato Cesare Zaccone ha chiesto che il suo assistito Jean Marie Ghislain De Cartier De Marchienne venga escluso dai capi d’imputazione a lui attribuiti. Secondo Zaccone il barone belga non aveva né deleghe, né poteri impeditivi per contestare il reato di omissione delle misure di sicurezza nelle fabbriche di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli. Secondo l’avvocato la maggior parte delle esposizioni sarebbe, infatti, avvenuta negli anni Venti e Trenta e dunque De Cartier, ai vertici della società dal 1966 al 1972, non sarebbe imputabile. La letteratura scientifica, però, ci dice che il tempo di latenza del mesotelioma pleurico può essere addirittura di quarant’anni. Il che vuol dire che chi si ammala ora (e, purtroppo, i nuovi malati sono cinquanta ogni anno solamente a Casale Monferrato) potrebbe avere respirato il “polverino” proprio negli anni in cui De Cartier era al vertice della società.