I No Tav si preparano alla manifestazione del 23 ottobre. Plano: “No alle compensazioni”

In Val di Susa, dopo le promesse economiche di Roberto Cota su Tav e compensazioni per il territorio, non hanno certo seppellito l’ascia di guerra. La strategia dei No Tav parte dalla manifestazione prevista per il 23 ottobre, con un corteo che da Giaglione arriverà sino alla baita della Clarea con in testa solo un obiettivo: tagliare le reti di recinzione del cantiere. Per quanto riguarda le promesse del governatore leghista, bastano le parole del presidente della comunità montana Val Susa e Sangone Sandro Plano per far capire che aria tira nella “Valle che resiste”: “Siamo contrari alla Torino-Lione e dunque non ci interessano e non chiediamo compensazioni. Da tempo abbiamo indicato le questioni che creano grandi problemi sul nostro territorio: scuola e sanità pubblica, assetto idrogeologico, trasporto locale. Si tratta di priorità a cui dare risposta e che non c’entrano con le compensazioni”.

Plano ha poi criticato la scelta della Regione di aprire una “trattativa Comune per Comune e non collettiva: così si ritorna indietro”. Non aiutano certo le ultime dichiarazioni “militariste” di Roberto Cota: “A Parigi ho ascoltato l’apprezzamento per le nostre forze dell’ordine impegnate nel presidio dell’area di cantiere. Si parte da qui e dalla gestione equilibrata dell’ordine pubblico per fare valutazioni successive compresa la decisione di dichiarare l’area dei lavori alla Maddalena di Chiomonte sito di interesse strategico nazionale”. Esattamente come chiedono da tempo – in maniera questa sì bipartisan – sia l’on.Stefano Esposito (Pd) che l’intero centrodestra piemontese.