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Comune di Alessandria, il j’accuse del Prc: “Siamo di fronte a un totale fallimento”

Redazione Quotidiano Piemontese

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Tuono News, quotidiano online alessandrino, pubblica lunedì un’interessante lettera di Rifondazione comunista sulla situazione del bilancio comunale a pochi giorni dalla criticata manovra del governo Monti.

“La Relazione della Corte dei Conti riferita al Bilancio del Comune di Alessandria è a dir poco impietosa. Quando si parla di “alterazione dei risultati finanziari”, di “costante disavanzo di amministrazione a partire dal 2008”, di “incapacità strutturale dell’ente di far fronte ai normali pagamenti” e via di questo passo, ci troviamo di fronte al totale fallimento del governo della città di Alessandria. Questi amministratori se ne devono andare.

Gli stessi amministratori che, pur di fingere di far quadrare i conti, non hanno esitato a ricorrere a strumenti di “finanza creativa” come il mancato inserimento di residui passivi per quasi 7 milioni di euro: una cifra non inserita a Bilancio e che determina un “rosso” di almeno 3 milioni di euro per l’esercizio 2010. A questo si aggiungono altri gravissimi particolari: – l’inefficienza del recupero dell’evasione tributaria, che finisce per premiare i soliti furbi che non pagano le tasse locali; – l’utilizzo di una cifra elevata di oneri di urbanizzazione (oltre i limiti di legge) per finanziaria la spesa corrente 2009 – 2011: così facendo si lega la tenuta del Bilancio alla cementificazione del territorio; – la mancata contabilizzazione dei debiti nei confronti delle società partecipate (oltre 42 milioni di euro).

Così facendo il Comune di Alessandria manda al disastro le società che gestiscono i servizi pubblici locali e ne prepara le condizioni per la privatizzazione (vedi il caso dell’azienda di trasporto pubblico locale ATM). La Corte dei Conti ha prescritto l’adozione di misure correttive che, indubbiamente, metteranno in luce la condizione di vero e proprio disastro in cui versano le casse pubbliche alessandrine. Si preannuncia dunque una manovra locale “lacrime e sangue”? Dobbiamo forse attenderci anche un Mario Monti alessandrino? La manovra del governo Monti è una stangata in totale continuità con le politiche di Berlusconi. Graverà sulle famiglie per una media di 635 euro. Sommato alle manovre di Berlusconi di luglio e agosto, l’impatto su ogni famiglia raggiungerà nel quadriennio 2011-2014, i 6.400 euro. La manovra colpisce sempre gli stessi, in primo luogo le lavoratrici e i lavoratori, i pensionati, i giovani.  Salvaguarda i grandi patrimoni, i grandi speculatori, i grandi evasori. Un lavoratore nato nel 1952 con 36 anni di contributi, andrà in pensione 5 anni più tardi. Se nel frattempo viene licenziato, chi lo riassume? E come campa?

(continua a leggere)

 

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