A Cavaglià rifiuti da tutto il Piemonte. Ambientalisti in rivolta

Gli ambientalisti sono infuriati. La sentenza del Consiglio di Stato che dà il via libera all’allargamento della discarica di Cavaglià è piombata loro addosso all’improvviso. Inaspettata e per di più di segno opposto a quella incassata 4 anni fa da Legambiente e Pro Natura. A cui il Tar aveva dato ragione nel 2008 proibendo a Asrab, la società che gestisce la discarica, l’ampliamento e il rimodellamento delle vasche per i rifiuti urbani con il cosiddetto sopralzo.

Quella è solo Storia. La cronaca parla chiaro: adesso a Cavaglià potranno essere conferiti 95 mila metri cubi di «monnezza» in arrivo dal Biellese. Di più: in caso di emergenza Asrab potrà aprire i cancelli anche ai camion provenienti dalle altre province piemontesi.

Un’eventualità difficile, quella di ospitare anche i rifiuti di altri. Ma per gli ecologisti, che si sono abituati a chiamare pattumiera la fetta di Valledora al confine tra Biella e Vercelli occupata dagli impianti, lo smacco c’è. E fa male.       

Non bastasse, il pronunciamento del Consiglio di Stato di fatto è anche un semaforo verde all’ampliamento della discarica di rifiuti industriali gestita da Cavaglià Spa, proprio accanto a quella di Asrab. A seprararle c’è giusto da una parete. E se finora il blocco dei «vicini», proprio com’era nelle strategie delle associazioni ambientaliste, aveva contenuto i conferimenti da fabbrche e industrie, ora le cose cambieranno.

Su questa partita, però, Legambiente e Pro Natura dovrebbero recitare un mea culpa. Il ricorso al tribunale amministrativo vinto nel 2008 era focalizzato sulla discarica per i rifiuti urbani. E non faceva menzione di quella accanto, per la quale non sono mai state chieste limitazioni nonostante l’evidente interdipendenza delle due vasche.

All’epoca fu il presidente della Provincia Sergio Scaramal a opporsi alla sentenza del Tar ricorrendo al Consiglio di Stato. E ora il massimo tribunale amministrativo ha ribaltato il pronunciamento. Gli ecologisti promettono battaglia ma studiano nuovi fronti di lotta per bloccare il sopralzo. L’arma da impugnare è quella del rischio ambientale: sotto le vasche della discarica Asrab c’è un pozzo per la ricarica delle falde acquifere. Messo in pericolo dal percolato dei rifiuti. 

Se per le autorità territoriali in materia, come Cosrab e Seab, ossia il consorzio di Comuni che si occupa di smaltimento e la Spa pubblica che cura la raccolta, è da escludere l’arrivo di rifiuti urbani da fuori provincia, il via libera al sopralzo potrebbe anche essere un’opportunità. Intanto perché la discarica di Cavaglià guadagna, grazie alla sentenza, un anno e mezzo di vita rimandando la chiusura, prevista nel giugno 2012, fino al 2014. E poi perché, ma giusto in caso di estrema emergenza degli altri territori, l’eventualità di accogliere rifiuti esterni permetterebbe a Seab di abbassare le tariffe nelle bollette dei biellesi.



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