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Eternit, il ‘filantropo’ Schmidheiny si difende sul suo sito: “Sentenza incomprensibile”

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La versione online di Stephan Schmidheiny accoglie i visitatori con il bel faccione dell’imprenditore svizzero, sorridente e leggermente sfocato. Sulla sinistra, il welcome di www.stephanschmidheiny.org suona un po’ stonato: “In questo sito troverete informazioni sulle mie attività imprenditoriali e filantropiche”. In molti aspettavano un commento, da parte dell’imprenditore svizzero condannato a 16 anni per il caso Eternit (insieme al belga Louis De Cartier), e la Rete dev’essere sembrata, al 65enne di San Gallo, il miglior mezzo per far trapelare la sua indignazione.

Già, perchè Schmidheiny indignato lo è per davvero, di fronte a una sentenza che definisce – per bocca dei suoi avvocati – “incomprensibile”: “Stephan Schmidheiny – si legge – non è stato in nessun momento membro del board o proprietario di Eternit Italia, e non ha avuto funzioni esecutive”. Non solo: “La Seg (Swiss Eternit Group, allora il maggiore azionista di Eternit Italia: Schmidheiny ne divenne leader nel 1976, ndr) fino al 1986 – anno della bancarotta per la società italiana – ha investito più di 60 milioni di franchi svizzeri per la sicurezza nei luoghi di lavoro e per la modernizzazione dei mezzi di produzione”. La chiusa suona beffarda: “Le autorità italiane non vietarono l’amianto prima del 1992”.

La nota sul sito di Schmidheiny:

Today the criminal Court of first instance in Turin found Stephan Schmidheiny among other guilty of intentional omission of proper health and safety measures and intentionally causing a disaster at the former Italian Eternit Group. The verdict was 16 years in prison. Furthermore, the judge approved provisionally compensation claims into the millions. This verdict is totally incomprehensible for Stephan Schmidheiny’s lawyers, which is why they plan to appeal to the next higher authority. The Italian Eternit Group, which was founded in 1906, was under Italian ownership for almost 60 years, after which it was controlled by the Belgian Eternit Group. It wasn’t until 1973 that the Swiss Eternit Group, SEG, became the biggest single shareholder of the public Italian company Eternit because of a capital increase. Stephan Schmidheiny took over the leadership of the SEG in 1976. Furthermore, he never had any formal function within the Italian Eternit, he neither was owner nor member of the Board of Directors nor member of the management. During the time until 1986, the year in which the Italian Eternit Group went bankrupt, the Swiss Eternit Group financed substantial investments of at that time more than CHF 60 Mio., a.o. in workplace safety and in the modernisation of the production facilities. The technology for these safety measures was in accordance with the medical and scientific knowledge and the highest possible standards applied in the industry at the time. The Italian authorities did not ban asbestos prior to 1992.

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