Bottled Life, quando l’acqua in bottiglia costa più della benzina

L’acqua in bottiglia è, al contempo, uno dei più grandi business al mondo e uno dei più inutilmente impattanti in termini di emissioni e rifiuti. Bottled Life. Nestlé’s business with Water del regista tedesco Urs Schnell spiega bene le dinamiche sottese alla commercializzazione di questo bene universale per la cui difesa, proprio un anno fa, si è scesi in piazza e si è votato un referendum. L’inchiesta del giornalista zurighese Res Gehringer parte da Ginevra, dove il colosso Nestlé è nato 150 anni fa, e si sposta negli Stati Uniti dove l’imbottigliamento avviene a 120 chilometri dalle sorgenti grazie a un trasporto con autobotti.  A fare la differenza è solo e soltanto il marketing. Nei paesi meno avanzati Nestlé è riuscita a imporre il marchio Pure Life come sinonimo di salute e benessere. In Nigeria una bottiglia di acqua costa 50 centesimi di euro al litro, mentre un litro di benzina ne costa 32. Per molti nigeriani l’acqua in bottiglia è inaccessibile, praticamente pari al guadagno giornaliero. Per le strade si vendono a prezzi economici sacchetti di acqua non opportunamente trattata che provoca gravi conseguenze. Tifo, colera, problemi gastro-intestinali sono all’ordine del giorno anche in India dove le falle delle infrastrutture del sistema idrico provocano pericolose commistioni fra l’acqua potabile e quella delle fogne. Specialmente in questi paesi l’accesso all’acqua potabile è un privilegio di pochi, uno status symbol.

“Pensavamo che la Nestlé avrebbe collaborato – ha detto il regista nell’incontro seguito alla proiezione di Cinemambiente – ma ci siamo poi accorti che avremmo dovuto fare un film senza che l’oggetto del nostro film vi volesse partecipare. Proprio quest’oggi ho visto un film meraviglioso intitolato Energieland nel quale si critica la Vattenfall: questa industria dell’energia tedesca ha fatto proprio ciò che Nestlé non ha fatto, cioè essere trasparente. Se andiamo sull’Home Page della Nestlé la presentazione è quella di un’azienda assolutamente trasparente ma i fatti ci hanno dimostrato il contrario”.