Dopo il rifiuto di Ken Loach, botta e risposta fra la Rear e il sindacato Usb domani conferenza stampa e manifestazione

La decisione di Ken Loach di non partecipare al Torino Film Festival per protestare contro la situazione dei lavoratori che si occupano del Museo del Cinema a libro paga della Rear sta ottenendo il risultato voluto di cercare di fare luce sulla vicenda  dopo che le  proteste dei lavoratori proprio di un anno fa all’inaugurazione del TFF  erano passate quasi inosservate dato che solo pochi si erano dati da fare per dare visibilità alla loro vicenda. Dopo il gran rifiuto di Ken Loach si sono sprecati i commenti del mondo culturale e politico torinese .  Alberto Barbera sostiene che Ken Loach ha preso una cantonata.Piero Fassino ci crede ancora: ” Spero che Loach ci ripensi e faccia come Ettore Scola che, ricevuta la lettera dei lavoratori, ha deciso di venire comunque a Torino per non penalizzare il TFF e qui incontrera’ i lavoratori. Spero che Loach segua ci ripensi e segui l’esempio di Scola”. A Gianni Amelio la vicenda non è andata giù: “Con tutta la stima per Ken Loach e il suo cinema, la sua reazione è massimalista, sbagliata, in qualche modo aristocratica e autolesionista. La sua presenza sarebbe stata molto più utile proprio alla causa dei lavoratori”.  Ettore Scola a sua volta premiato dal TFF ha scelto una soluzione intermedia: “”Sono stato contattato da un gruppo di lavoratori del Museo del Cinema di Torino, ma io ho risposto loro che la mia assenza avrebbe creato un danno alla rassegna che invece ho sempre stimato, e non avrebbe portato nessun beneficio alla loro condizione”.

Per ora la cooperativa Rear tirata in ballo da Ken Loach nega tutto con una nota:  “Avvilisce che un regista di indiscusso valore come Ken Loach  e di straordinaria sensibilità verso il mondo del lavoro non abbia sentito l’urgenza intellettuale e umana di fare chiarezza prima di prendere posizioni tanto nette e ingenerose che mortificano non soltanto la nostra storia imprenditoriale, ma soprattutto la serietà e l’alta responsabilità della maggior parte dei nostri soci. A carico dei nostri lavoratori non è stato operato alcun taglio dei salari. A quei soci, come a tutti i colleghi  nel resto d’Italia e agli stessi amministratori dell’azienda, è stata applicata la misura temporanea prevista dalla legge 14/2001 per le cooperative. E’ falso  che ci siano stati licenziamenti a danno di chi si sia opposto a quello che solamente il signor Loach definisce taglio salariale,  frutto di pericolosa fantasia sono inoltre i citati episodi di minacce e maltrattamenti”.

Alla Rear risponde il sindacato USB che promette di raccontare in una conferenza stampa la propria versione dei fatti: “Il gesto di Loach ha contribuito in modo determinante a mettere in luce la realtà di sfruttamento e precarietà a cui sono sottoposti dei lavoratori che svolgono servizi appaltati da una istituzione pubblica, proprietà della città di Torino. Per rendere noti ed approfondire tutti gli aspetti relativi alla vertenza dei lavoratori Rear, anche in relazione alle affermazioni avanzate dal Presidente della cooperativa, Mauro Laus, che fra l’altro accusa l’USB di strategia di tensione, denigrazione dei datori di lavoro e promesse impossibili ai lavoratori, l’USB Lavoro Privato indice per domani, 23 novembre, una conferenza stampa a Torino, nel corso della quale verranno forni atti e documenti relativi alla vertenza, incluse le sentenze di tribunale che dichiarano illegittimo il licenziamento dei lavoratori e condannano la società cooperativa Rear a versare un risarcimento.

Domani per l’inaugurazione del TFF i lavoratori della Rear manifesteranno sotto la  Mole per raccontare a tutti la loro situazione .

Ma che cosa è la Rear ? E’ una società multiservice che i torinesi conoscono per lo meno di nome perchè i suoi lavoratori si occupano dei servizi di sicurezza, accoglienza in buona parte dei musei e degli eventi in Città . Sono ad esempio della Rear, che legalmente è una società coperativa, le hostess e gli steward, che si trovano dal Museo Egizio alla Reggia di Venaria o a Lingotto Fiere.

Molta meno gente sa che il presidente della Coop Rear è Mauro Laus, imprenditore e consigliere regionale del PD. Mauro Laus è diventato famoso per essere da anni al primo posto per i redditi più alti del Consiglio regionale.



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