Linea ferroviaria Alba-Torino. I nuovi orari mettono in crisi i pendolari

I problemi ad Alba corrono lungo la rete ferroviaria, da sempre oggetto di critiche da parte dei viaggiatori, pendolari che, ogni giorno, per lavoro o studio, devono percorrere il tratto Alba-Torino per un tempo di 1 ora e mezza circa, compresa l’attesa in una delle stazioni di cambio a Cavallermaggiore. Durante il periodo invernale o in caso di difficoltà alla linea, come già in passato accaduto,  dovuto a crolli, frane per il mal tempo, il treno viene sostituito, almeno in parte, dal servizio di autobus della Gtt che, viaggiando su strada, può comportare ritardi, anche notevoli. I viaggiatori, alcuni anni fa, hanno costituito un gruppo pendolari che, di volta in volta, si reca al Comune albese a chiedere l’intercessione per il rispetto di determinati diritti, la pulizia e il riscaldamento delle carrozze o le modifiche agli orari ferroviari, soprattutto a fronte del costo del biglietto che, in media è di poco più di 5 euro, sola andata (con cambio, non diretto). Ora, vista la situazione e l’approssimarsi dell’inverno, l’Amministrazione albese alza la testa.

Alba chiede con forza la permanenza di una corsa diretta per Torino e viceversa. Appoggiamo la richiesta dei numerosi pendolari che oggi ne usufruiscono. Attendiamo con fiducia la risposta chela Regione Piemontesi è riservata di dare dopo le necessarie verifiche tecniche”. Così Maurizio Marello, sindaco della città  valuta il confronto avuto con la Regione in merito ai nuovi orari ferroviari che entreranno in vigore dal 9 dicembre.

E proprio questi nuovi orari, invernali, stanno scatenando commenti pesanti da parte degli utenti. Corse soppresse, stazioni chiuse, disagi e ritardi, sono tra le preoccupazioni maggiori dei pendolari che, nella peggiore delle ipotesi, non potendo raggiungere Torino, rischiano la perdita del lavoro non potendo arrivare in ufficio, o nelle scuole nel caso degli insegnanti, in cui operano.

Il sindaco, in sintonia con Giovanni Bosticco, assessore ai Trasporti, non nasconde però la sua soddisfazione per la previsione di più numerosi collegamenti da e per Bra, ad orari cadenzati, che permetteranno di fatto, anche agli albesi, di usufruire della novità costituita dall’entrata in funzione del servizio ferroviario metropolitano che raggiungerà, appunto, la vicina città della Zizzola. La situazione potrà poi ancora migliorare quando sarà realizzata l’elettrificazione della linea ferroviaria tra Alba e Bra, opera per la quale la Regione ha ribadito il suo impegno.

Si è trattato di un incontro positivo – concludono sindaco e assessore – che apre nuove prospettive di migliori collegamenti su ferro tra Alba e il capoluogo regionale. Speriamo che anche la questione rimasta in sospesa possa essere conclusa con la piena soddisfazione degli utenti”.

Nel frattempo, sui social network, in particolare su facebook gli utenti iniziano a “postare” commenti di ogni genere sulla linea ferroviaria temendo di dover affrontare un altro anno tra innumerevoli difficoltà.

 

Pubblichiamo la lettera del gruppo pendolari di Alba:

“Lo scenario che si prospetta ai pendolari albesi non è affatto positivo, contrariamente a chi continua a valutare la situazione in maniera parziale e imprecisa. Il nuovo orario – che entra in vigore il 9 dicembre, cioè nel pieno dell’anno produttivo e soprattutto ad anno scolastico già ampiamente avviato- prevede la soppressione degli unici treni diretti  rimasti a collegare Alba con Torino, imponendo l’utilizzo di ben 3 treni diversi e quasi 20 minuti in più per percorrere gli stessi  60 km. Sono state portate a difesa di questa ed altre scelte di modifiche di orari e soprattutto di rotta (nessun treno della cosiddetta, fantasiosamente,  “linea metropolitana delle Langhe” entrerà più a Porta Nuova) ordinanze che impedirebbero l’ingresso di motrici diesel  nella stazione centrale di Torino, rilanciando come futura risoluzione del problema l’”imminente”elettrificazione della linea Alba-Bra: cosa questa che al momento attuale appare beffarda, una chimera senza  alcun fondamento di credibilità, soprattutto a breve termine. Peraltro non risulta traccia di alcuna ordinanza in tal senso, di qualsivoglia amministrazione competente, Comune di Torino per primo.

E che dire -oltre ai danni e ai disagi che questo nuovo orario porterà ai pendolari, categoria di “forzati del treno” non per diletto ma per obbligo- delle pesanti ripercussioni che queste  variazioni avranno anche sugli studenti,  numerosissimi, che frequentano ogni giorno queste linee? È stato suggerito ai presidi di cambiare l’ora di inizio e fine delle lezioni  in conformità con i nuovi tempi dei treni: è mai possibile perseguire un tale obiettivo a metà di dicembre? Coinvolgendo presidi, insegnanti, personale non docente, studenti (perlopiù minorenni) e famiglie? La faccenda è grave, molto più di quanto non si voglia intendere: si tratta di servizi minimi che devono essere garantiti al cittadino”.

 

Senza contare l’importanza strategica che Alba riveste nel tessuto sociale ed economico del territorio. Come pensare che Regione e Trenitalia possano considerare la tratta Alba–Bra un “ramo secco” considerato il ruolo di fondamentale  bacino catalizzatore di un turismo di rilievo internazionale, che Alba e le Langhe rivestono?  Si dimentica la candidatura a patrimonio dell’Unesco?

Gli esponenti politici della capitale delle Langhe devono far valere il proprio peso sulle decisioni di Ferrovie e Regione. Altre città hanno molto di più.