Abusi su minori: 175 casi sospetti nel 2011 secondo i dati del Regina Margherita

Abusi su minori, bambini vittime di aggressioni sofferte all’interno della famiglia, ricoveri in aumento. E’ questa la fotografia scattata dal servizio Bambi dell’ospedale torinese infantile Regina Margherita. Episodi di violenza tra le mura di casa: 175 casi sopspetti nel 2011, tutti sospetti di maltrattamento e crimini sessuali. Il centro Bambi, all’interno di uno spazio ambulatoriale speciale, si occupa di fronteggiare situazioni critiche che colpiscono piccole vittime di abusi, dal maltrattamento fisico a quello psicologico, meno diffuso ma non meno grave. In virtù della visita di Michele Vietti, avvocato torinese e vicepresidente del Csm (Consiglio superiore della magistratura), al reparto di oncoematologia, sono stati diffusi i dati sul fenomeno, definito, dagli operatori del Bambi, in crescita e, ora al vaglio della magistratura. Secondo Vietti, la collaborazione tra ospedale e istituzione giudiziaria, in situazioni come questa, è indispensabile. Molti bambini malati, ricoverati al nosocomio, possono rivelarsi pazienti abusati sessualmente. Contrariamente a quanto si possa pensare, la maggior parte dei casi sottoposti al Bambi, riguardano tutte le classi sociali, senza alcuna distinzione, e non solo quelle meno abbienti. Il fenomeno è, infatti, trasversale e il problema si annida in ogni famiglia, dalla più ricca alla più disagiata. Di solito, i responsabili degli abusi sono nonni, zii, padri. Meno frequentemente le madri.

Dei casi pervenuti al Regina Margherita, il 32% si è trasformato in una segnalazione alla procura minorile e il 30% di questi è avvenuto con comunicazione diretta del pronto soccorso ospedaliero. Il restante, dai vari servizi sul territorio, scuola, assistenza sociale, carabinieri, etc.