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Cronaca

Processo No Tav: il Governo non potrà essere parte civile

Redazione Quotidiano Piemontese

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notav_2_original-2La Presidenza del Consiglio dei ministri non si può costituire parte civile al processo per gli scontri in Val Susa dell’estate 2011 fra No Tav e forze dell’ordine. Lo ha deciso il tribunale di Torino, secondo cui non ci fu “danno all’immagine del Paese” come invece sosteneva il governo. Il tribunale di Torino ha accolto la richiesta degli avvocati dei 53 imputati. Secondo i giudici la tesi del Governo, che ci fu “danno all’immagine del Paese”, non è fondata perchè il processo riguarda “episodi specifici e circoscritti'”riconducibili a reati di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. La Presidenza del Consiglio dei ministri, nella persona ai tempi di Berlusconi, lamentava un danno all’immagine dell’Italia come sistema Paese per il rischio di una compromissione dei finanziamenti per la costruzione della nuova ferrovia Torino-Lione ad alta velocità. Inoltre denunciava la “sottrazione di una parte della sovranità dello Stato su una parte del territorio nazionale” nei mesi in cui, in località Maddalena di Chiomonte, dove oggi si svolgono i lavori preliminari della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità, i No Tav allestirono un grande presidio, esteso per decine di km quadrati. L’area fu sgomberata da una imponente operazione delle forze dell’ordine il 27 giugno 2011 e, in quell’occasione, si ebbero incidenti.

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