L’incredibile errore alla Stazione Dora a Torino che costerà 160 milioni di euro ai cittadini

stazione-doraRepubblica racconta l’incredibile errore che costerà ai cittadini torinesi 160 milioni di euro. per la connessione della Stazione Dora della Torino – Ceres alla linea proveniente da Milano del passante ferroviario per arrivare a porta Susa. Le due ferrovie ad oggi hanno un dislivello di 14 metri l’una rispetto all’altra e in anni di lavori di rifacimento del passante ferroviario non è stato risolto in nessuna maniera il problema per cui sarà necessario spendere 160 milioni di euro per un tunnel di due chilometri per garantire la continuità ferroviaria piuttosto che una banale ascensore in grado di permettere il trasbordo dei viaggiatori da un livello all’altro.

Questa è la storia di un treno che non riesce a trovare i suoi binari. Arriva fino a una stazione e scopre che la via ferrata prosegue 14 metri più in basso: un salto equivalente a una casa di cinque piani. Il deprecabile dislivello è il risultato di lunghe riunioni con gli ingegneri, i geometri, gli esperti che nel corso degli ultimi 23 anni si sono occupati della ferrovia per l’aeroporto di Caselle. E che hanno creato l’incredibile caso del treno che viaggia sulla Luna. Oggi quegli stessi esperti stanno per realizzare una soluzione non meno incredibile: per riparare all’errore è necessario spendere altri 160 milioni di euro costruendo una galleria e una stazione nuove di zecca. E buttare al vento un’altra quarantina di milioni di quelli spesi nel 1990 per realizzare la linea attuale. Succede a Torino, Italia. Da mercoledì scorso sede dell’Authority dei trasporti.

In un tempo non lontano era possibile arrivare da Caselle a Torino centro in treno. L’impresa era riuscita ai tifosi di Italia 90 e anche al popolo delle Olimpiadi invernali del 2006. La ferrovia per l’aeroporto era stata ammodernata in vista dei Mondiali di calcio con una spesa equivalente ai 100 milioni di euro di oggi. Dall’aeroporto si arrivava alla stazione Dora e da questa i binari si inserivano sulla linea proveniente da Milano proseguendo per porta Susa.

Poi è successo l’imprevedibile. “Quando si è scelto di abbassare il piano della ferrovia per Milano, tutto il sistema dei livelli è andato in tilt”, sintetizza Paolo Foietta, dirigente della Provincia. Decisione presa nel 2003 e realizzata nel 2007. Anche le ferrovie per l’inferno, come le strade, sono lastricate di buone intenzioni. Nel caso, l’abbassamento dei binari era nato per eliminare la massicciata che divideva in due la città, costringendo gli abitanti a vivere contro un muro. Nessuno aveva però pensato alle conseguenze: se si abbassa una ferrovia, bisognerebbe far scendere anche quelle collegate. Invece la ferrovia per Caselle è rimasta al livello precedente, mentre quella per Milano è stata abbassata di 14 metri. Alla stazione Dora i treni che arrivano dall’aeroporto devono fermarsi sull’orlo del precipizio e guardano dall’alto in basso tutto il traffico che viaggia verso il cuore della città nella nuova sede abbassata del passante ferroviario.



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