Un sit-in il 26 ottobre per un’informazione corretta sull’inceneritore del Gerbido

2013_10_07_informazione02Mercoledì 9 ottobre i comitati di cittadini che controllano l’attività dell’inceneritore del Gerbido hanno deciso di organizzare il giorno sabato 26 ottobre una manifestazione contro quelle che definisce menzogne: “è ora di dire la verità su questa bomba ecologica che è stata costruita a poche centinaia di metri dalle nostre case” La manifestazione partirà  alle ore 14.00 davanti alla vecchia stazione di Porta Susa per dirigersi verso la sede Rai e : “rimandare al mittente tutte le balle che i media stanno raccontando sull’ìnceneritore”. La presentazione della manifestazione da parte degli organizzatori:

In poco meno di sei mesi di attività. Ormai gli incidenti (o guasti come ama chiamarli TRM) sono diventati una consuetudine, degli eventi tanto rari quanto la presenza di acqua in mare.

E’ noto che, proprio in base al principio di precauzione, questo impianto non avrebbe dovuto nemmeno essere costruito. Coloro i quali dicono di rifarsi a questo importantissimo principio, anche giuridico, che dovrebbe sorreggere la gestione delle attività umane per tutelare la salute dei cittadini, lo hanno palesemente disatteso. Infatti, costoro hanno piazzato una bomba ecologica, un “termodistributore” di scorie e di veleni, a poche centinaia di metri da case, scuole ed ospedali.

Il principio di precauzione afferma che TRM deve dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, che bruciare i rifiuti non causerà problemi alla salute ed all’ambiente. Peccato che gli studi compiuti sugli inceneritori vecchi dimostrino esattamente il contrario e che sui nuovi non esistano dati sufficienti per provarne l’innocuità al di là di ogni ragionevole dubbio.

Nonostante le notizie sempre più preoccupanti che arrivano da fonti sempre più autorevoli sulla pericolosità delle sostanze emesse dagli inceneritori, dobbiamo ancora vedere sul Telegiornale regionale dei servizi assurdi da Istituto Luce del ventennio, notizie rassicuranti come se il TG3 fosse l’ufficio stampa di TRM, senza contraddittorio e smentite, quotidianamente, da quello che succede davvero nell’impianto del Gerbido. Un muro di gomma che tenta di avvolgere le nostre rimostranze nonché le nostre proposte alternative all’incenerimento dei rifiuti, in una plumbea cappa di silenzio.

Il fatto che il Comitato Locale di Controllo, la maggior parte dei sindaci dei comuni interessati da questo problema, quasi tutte le forze politiche locali ed i media, non si accorgano di quanto sia ipocrita citare il principio di precauzione, dopo aver costruito un impianto che produce sostanze cancerogene, ci obbliga come cittadini a scendere di nuovo in strada, per informare e per dare un segnale forte che la misura è colma.

 



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